Sport, 02 luglio 2018

Anche l’Italia tifa per noi. Antognoni: "La Svizzera può farcela"

L'ex centrocampista offensivo della Fiorentina e della nazionale azzurra ha detto la sua anche in merito alla sfida di martedì

Martedì alle 16 San Pietroburgo ospiterà il penultimo ottavo di finale dei-Mondiali. Nell’ex Leningrado di sovietica memoria, i rossocrociati diretti da Vladimir Petkovic affronteranno la temibile Svezia, che sul suo cammino ha mietuto vittime importanti: nelle qualificazioni ha buttato fuori dopo spareggio l’Italia, in Russia ha mandato a casa con il Messico i campioni del mondo della Germania, pur perdendo il confronto diretto.

Un impegno durissimo attende la squadra elvetica: per la solidità mentale e difensiva degli scandinavi e per la loro particolare affinità con le sfide cosiddette“secche”. Il pareggio fortunoso contro il Costa Rica ha fatto scendere dal piedestallo tutto l’ambiente della nostra Nazionale: troppa euforia e troppa presunzione in giro dopo il prestigioso pareggio contro il Brasile e la vittoria sui serbi. Ora siamo tornati sulla terra. 

“Dobbiamo ritrovare la mentalità e l’aggressività messa in campo contro sudamericani e serbi, altrimenti non arriveremo da nessuna parte”, ha detto Valon Behrami dopo il 2-2 contro il Costa Rica. Parole sante! Ma intanto il gruppo attende con serenità e consapevolezza dei propri mezzi la sfida di dopodomani che, fra l’altro, è vista con una certa curiosità anche dall’Italia pallonara. Come detto prima, gli azzurri sono stati eliminati negli spareggi dagli svedesi. E fra i “curiosi” della partita di San Pietroburgo ci sarà anche Giancarlo Antognoni, storico capitano della Fiorentina, club del quale è stato idolo indiscusso, e campione del mondo in Spagna nel 1982.

Lo abbiamo raggiunto telefonicamente per parlare di Svizzera-Svezia e dei mondiali in generale. 

Antognoni: partiamo dalla Svezia. Avete metabolizzato la delusione per l’eliminazione?
Le sconfitte sportive, almeno per quanto mi riguarda, non sono difficili da accettare o dimenticare. Soprattutto quando non sono coinvolto in prima persona. Tuttavia posso dirle che la mancata qualificazione dell’Italia a Russia 2018 è stato un durissimo colpo per tutti ed è pure stata vissuta male, dai tifosi e persino dai giornalisti...

Si spieghi.
Alcuni mass media si sono divertiti a sfottere i tedeschi dopo la loro eliminazione. Un atteggiamento quanto meno inopportuno. Una risposta agli sfottò che alcuni ex giocatori della Germania avevano fatto dopo Italia-Svezia. Il colpo, ancora per molti, non è stato smaltito anche se credo che gli addetti ai lavori abbiano capito che la responsabilità del disastro di Ventura e soci sia dovuto unicamente agli azzurri...

Torniamo in argomento; domani la Svezia gioca contro la Svizzera.
Farò il tifo per la Svizzera...( ride). Al di là di tutto, penso che abbia i numeri per passare il turno. È una squadra bene organizzata tatticamente ed ha pure qualità. Ed ha qualche ragazzo interessate: penso ai difensori centrali Schär (che non ci sarà perchè squalificato, ndr) e Akanji, che hanno dimostrato di avere una grande personalità. Oltre naturalmente a Valon Behrami, che ho conosciuto ai tempi della Fiorentina, quando era uno dei punti forti della squadra. Il centrocampista è l’anima e il motore della Svizzera, elemento imprescindibile.

Quante possibilità hanno gli svizzeri di passare il turno? 
Credo che questo ottavo di finale sia uno dei più equilibrati. Entrambe sono squadre solidissime, mentalmente forti e bene organizzate. Però la Svizzera ha un pò più di talento, ha giocatori che la Svezia non ha. Penso a Shaqiri oppure Xhaka. Ma anche Dzemaili, che in Italia ha imparato a giocare. 

Voltiamo pagina: chi vincerà questo Mondiale?
Difficile dirlo. Anche se resto dell’idea che il Brasile sia la squadra più competitiva. Se Tite riuscirà ad inquadrare Neymar dal punto di vista tattico, allora ha grandi chances. Occhio comunque alla Francia e ci metterei pure il Belgio. 

Un ex campione del mondo come vive un Mondiale? 
Con un pò di nostalgia, anche se moderata... E allora come non pensare al Mondiale vinto nel 1982 e a quello del 1978. L’Italia in quel momento era una delle nazionali più forti di sempre! Il trionfo spagnolo è certamente indimenticabile, anche se non giocai la finale per infortunio. Ma bello fu anche il Mondiale argentino. La nostra squadra diede spettacolo ed avrebbe meritato di arrivare in fondo. Ma non andò così...

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