Svizzera, 30 luglio 2018

"Cassis sovranista" la ca*ata pazzesca del Corriere della Sera

Il ministro degli esteri (ex) doppiopassaporto è proprio il contrario di sovranista. Definire Cassis sovranista è più o meno come sostenere che la Thatcher era comunista

Il fenomeno è noto da anni. La stampa del Belpaese, quando riferisce sulla Svizzera in generale, e sul Ticino in particolare, si produce in fregnacce di proporzioni epiche.

Difficile dire se si tratti di pregiudizi, di luoghi comuni, di malafede, o di un mix di tutti questi elementi. Ma sta di fatto che a distinguersi in prestazioni trash è anche la stampa all’apparenza autorevole. E anche quando si affida a commentatori blasonati.

Prendiamo il Corriere della Sera: il quotidiano di Via Solferino nell’aprile del 2017 contribuì fattivamente all’assurda cagnara contro la chiusura notturna in prova di tre valichi secondari con la vicina Penisola. Una misura che la testata spacciò per un’iniziativa contro l’Italia e contro gli italiani. Cosa non si fa per titillare i lettori e per reggere la coda ai politicanti locali in fregola di visibilità mediatica! Ma anche l’ultimo dei pennivendoli dovrebbe essere in grado di capire che la chiusura notturna è una misura contro i criminali che arrivano in Ticino dall’Italia a delinquere ed in particolare a rapinare: entrano in auto dalle dogane incustodite, mettono a segno il colpo e si dileguano indisturbati da dove sono venuti. O qualcuno si immagina davvero che Berna avrebbe dato il via libera ad una misura contro i frontalieri? Ma quando mai!

A proposito: sarebbe bello sapere cosa sta accadendo sul fronte chiusura notturna dei valichi secondari, dopo la letterina scritta dal governo ticinese al Consiglio federale.

La bestia nera della casta

Ieri il Corriere della Sera si è prodotto in una nuova fregnaccia sulla Svizzera. Questa volta è la prestigiosa penna dell’ex ambasciatore Sergio Romano ad impegnarsi al massimo nel prendere a calci la propria credibilità. Arrivando al punto da definire il ministro degli esteri liblab (ex) doppiopassaporto Ignazio KrankenCassis come un “sovranista”.

Evidentemente tra la casta della vicina Penisola riempirsi la bocca col “sovranismo” e vedere “sovranisti” anche dove proprio non ce ne sono (altro esempio recente: il caso Foa) fa molto chic. Se un esponente dell’élite politikamente korretta non deplora almeno una volta al giorno – ma meglio ancora tre volte al giorno: mattina, mezzogiorno e sera, prima e dopo i pasti – i vituperati “sovranisti”, non può dirsi “à la page”. E la cricca degli intellettualini da tre e una cicca potrebbe cominciare a guardarlo con sospetto. Che un navigato ed attempato storico, scrittore, diplomatico e giornalista come Sergio Romano corra ad accodarsi armi e bagagli alla moda del momento è però alquanto deludente.

Una barzelletta

Definire KrankenCassis un “sovranista” è una barzelletta che non fa ridere. Solo pochi giorni fa il Consigliere federale binazionale al centro svizzero di Milano ha dichiarato che “noi ticinesi siamo italiani” (sul fatto che lui sia italiano non ci sono dubbi; ma che parli per sé) e che “ la Svizzera ha l’Europa nel cuore” (con riferimento alla fallimentare UE, non al continente). E questo sarebbe un sovranista?

Cassis vuole a tutti i costi concludere lo sconcio accordo quadro istituzionale. E’ prontissimo a rottamare, a tale scopo, anche le striminzite misure accompagnatorie alla libera circolazione delle persone. L’accordo quadro costituirebbe la pietra tombale della nostra sovranità e della nostra democrazia diretta: in ambiti importanti, Bruxelles detterebbe le sue leggi in casa nostra, e ci imporrebbe pure i suoi giudici. Questo sarebbe “sovranismo”? Ma non facciamo ridere i polli! Questo è proprio il contrario. Questo è internazionalismo calabraghista!

Senza contare che il buon KrankenCassis – con il suo PLR - era in prima fila tra i becchini del “maledetto voto” del 9 febbraio. E adesso lo è nel sabotare l’iniziativa per l’autodeterminazione (iniziativa contro i giudici stranieri). Quindi il ministro degli esteri ha sempre combattuto, e tuttora combatte, qualsiasi proposta “sovranista”. Di PLR sovranisti non ne esistono. La linea del PLR, ed in particolare quella di Cassis, è proprio la negazione del sovranismo. Sostenere che Cassis è sovranista è come sostenere che la Thatcher era comunista. Tra un po’ si dirà che KrankenCassis è leghista. Ed invece, ma guarda un po’, la Lega non ne ha appoggiato la candidatura al Consiglio federale. E proprio per le posizioni dell’allora capogruppo liblab a Berna; posizioni in antitesi al “sovranismo”.

Quindi, che la stampa del Belpaese abbia almeno il buon gusto di non attribuire (tra l’altro con intenti di delegittimazione) patenti di sovranismo a politicanti federali che proprio non le meritano.

Lorenzo Quadri

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