Mondo, 31 luglio 2018

"L'Islam è la cultura dominante, noi ne abbiamo paura perchè l'Occidente è in crisi di identità"

Lauren Southern è una giornalista indipendente canadese, conosciuta per i suoi seguitissimi reportage "sul campo". Negli scorsi anni, giusto per citarne alcuni, ha documentato dal vivo la violenza degli attivisti di sinistra (i cosiddetti antifa o black block) negli Stati Uniti e in Germania, ha visitato le banlieux francesi o ancora le moschee inglesi. Ha documentato le attività delle ONG nel meditteraneo da un battello e si è recata in Sudafrica per fare un reportage sulle persecuzioni dei bianchi nel Sudafrica post-Mandela.

Nel suo ultimo servizio la troviamo in Australia per documentare l'immigrazione musulmana a cui il paese è soggetto da diversi decenni a questa parte. La parte più interessante del servizio è probabilmente quando Southern si sta recando in un quartiere con un tasso particolarmente alto di musulmani e mentre sta passeggiando per la strada viene avvicinata da due poliziotti, di cui uno descritto come un "alto graduato", e le viene intimato di non avvicinarsi alla moschea del quartiere. Quando lei chiede per quale motivo il poliziotto le risponde che ha "preoccupazione che la sua presenza possa causare una violazione della quiete".

Al che Southern ribatte e chiede se sarebbe lei a causare la violazione della quiete o le persone che si trovano alla moschea l'agente precisa che la sua presenza "potrebbe causare le persone presenti a diventare offensive e obiettare alla sua presenza". A quel punto l'agente, visibilmente imbarazzato, chiede al cameraman di spegnere la telecamera. La telecamera viene allora puntata in basso (per far credere al poliziotto che sia spenta in modo da poter riprendere l'audio della conversazione) e l'agente intima allora alla giornalista canadese di interrompere il suo servizio e di non interrogare le persone presenti nel quartiere e le dice di "non essere la benvenuta". Netto il giudizio di Southern sull'accaduto: "Per quel che mi riguarda qui vige la legge della Sharia, non c'è libertà di espressione perchè se sei un critico dell'Islam ti mandano via". Il video dell'accaduto, in inglese, è disponibile qui.

Ma se non le è stato permesso di esprimersi e fare domande sulle strade di Sydney Southern ha potuto esprimersi davanti alle telecamere di Sky Australia. E il suo giudizio sull'accaduto, e più in generale sulla relazione tra Islam e Occidente, è ancora più netto. Alla domanda del conduttore sul perchè criticare l'Islam è visto come una cosa pericolosa la giovane giornalista canadese non pesa le sue parole: "È perchè abbiamo paura dell'Islam, l'Islam è la cultura dominante adesso. L'Occidente è in una crisi d'identità oggi, non sa quali leggi vuole, non sappiamo quali sono i nostri valori, abbiamo rigettato il cristianesimo e la nostra storia, buttiamo giù le nostre statue, vogliamo cambiare i nostri inni nazionali. L'Islam sa esattamente chi è e cosa vuole, vuole il califfato globale. E di conseguenza l'Islam sta dominando l'Occidente".

Un giudizio duro accompagnato poi da una previsione altrettanto severa: "Per ora loro sono ancora la minoranza, ma siate sicuri che appena diventeranno la maggioranza i nostri paesi saranno uguali agli altri paesi musulmani. E allora gli attivisti LGBT e quelli di sinistra, quando vedranno le donne essere lapidate per essere state stuprate e le conseguenze di vivere in una società islamica non saranno più così entusiasti delle frontiere aperte e del multiculturalismo. E ho paura che dovremo arrivare a questo orribile punto prima che questa gente si renda conto di ciò".

Uno dei due conduttori chiede poi a Southern quale sarebbe la soluzione per far fronte a questa islamizzazione, domanda a cui lei risponde senza esitare: "È una questione di sovranità. A nessun paese occidentale è mai stato chiesto, attraverso un referendum, se vogliono accettare la religione islamica sul proprio territorio". Fa poi il paragone con quanto è successo ad altri popoli per mano dell'Occidente stesso: "Molti oggi parlano di genocidio quando si riferiscono alle popolazioni sterminate o obbligate ad assimilarsi agli occidentali, per esempio in Nordamerica. Ma è la stessa cosa che sta succedendo oggi a noi e credo che l'Occidente abbia ogni diritto, come ogni altro popolo, di difendere sè stesso e la sua cultura. Nessuno pretende che il Giappone o la Nigeria aprano i loro confini agli altri, ma per i paesi occidentali invece sì. È stata una scelta forzata e imposta da una piccola èlite ai paesi occidentali".

Il discorso si è poi spostato sulle religioni, su perchè il Cristianesimo sarebbe compatibile con l'Occidente e l'Islam no. Uno dei conduttori fa notare come il poliziotto, nella scena descritta sopra, ad un certo invoca la religione come motivo per cui Southern non può "disturbare la quiete" e fa notare come questo motivo sia come uno scudo che protegge l'Islam dalle critiche, anche quando la critica non c'entra con la religione in sè ma si riferisce ad aspetti sociali o politici dell'Islam. Southern si dice d'accordo e spiega che il Cristianesimo, oltre che essere una delle fondamenta su cui si basa il modo di vivere in occidente, si basa sulla scelta di credere e seguire Dio mentre l'Islam si basa sulla sottomissione, dove chi non vi aderisce viene o forzato o discriminato. Il video della trasmissione, anche questo in inglese, è disponibile qui.

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