Sport, 23 agosto 2018

“La religione non è un criterio per acquisire giocatori”: a Gerusalemme strade aperte agli arabi

Questa la decisione presa dal presidente del Beitar Jerusalem

GERUSALEMME (Israele) – Hogeg Moshe, proprietario del Beitar Jerusalem, squadra di calcio israeliana, da sempre noto per gli eccessi anti-arabi dei suoi sostenitori, ha deciso di andare contro questa presa di posizione affermando che “ il Beitar non è un club razzista e che la religione non è più un
criterio per il reclutamento dei giocatori”, facendo intendere che potrebbe acquistare giocatori arabi.

Il Beitar Jerusalem, squadra di spicco del calcio israeliano, ha la sue radici nella storia della destra nazionalista israeliana e non ha mai ingaggiato giocatori della comunità araba israeliana, che rappresenta il 17,5% della popolazione.

"Reclutare un giocatore unicamente perché è arabo sarebbe anche una forma di razzismo", ha detto Moshe Hogeg.

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