Ticino, 06 maggio 2026

«Più che i voli, decollano i costi dell’aeroporto»

Beretta Piccoli (PVL) e Barchi (PLR) incalzano il Municipio di Lugano: oltre 4 milioni di commesse pubbliche nel 2025, PSIA ancora da chiarire e concessione federale in scadenza nel 2026.

A Lugano torna a far discutere il futuro dell’aeroporto. Con un’interpellanza indirizzata al Municipio, le consigliere comunali Sara Beretta Piccoli (PVL) e Carola Barchi (PLR) mettono il dito su un punto preciso: non solo i voli, ma soprattutto i costi dello scalo.
 

Il titolo scelto dalle due interpellanti è già un programma: «Più che i voli, decollano i costi dell’aeroporto». Il riferimento è al dibattito di fine novembre 2024 sul Messaggio municipale 11806, quando il Consiglio comunale aveva approvato un credito di circa 1,2 milioni di franchi per interventi urgenti di manutenzione e sicurezza, con l’obiettivo di garantire la continuità operativa dello scalo nel breve termine.
 

Secondo le due consigliere comunali, quella decisione era però accompagnata da una richiesta chiara: il Legislativo voleva un piano per il futuro dell’aeroporto e un modello di partenariato pubblico-privato. Da allora, scrivono, si sono susseguiti una “call of interest” avviata e poi annullata, un gruppo di lavoro dai risultati ancora attesi, annunci di strategie imminenti e continui rinvii delle tempistiche.
 

Il Consiglio comunale avrebbe già indicato che quello da 1,2 milioni doveva essere l’ultimo finanziamento concesso in assenza di una visione complessiva. Nell’interpellanza si ricorda infatti che non sarebbero dovuti arrivare ulteriori fondi senza una strategia chiara e strutturata sul futuro dello scalo.
 


 

A pesare sono anche due dossier centrali: il PSIA, ossia il Piano settoriale dell’infrastruttura aeronautica, e la concessione federale in scadenza nel 2026. Senza PSIA approvato e senza una nuova concessione per il periodo 2026-2056, osservano Beretta Piccoli e Barchi, non vi può essere un partenariato pubblico-privato credibile, né una strategia di sviluppo sostenibile.
 

Ma la parte più pesante dell’interpellanza riguarda le commesse pubbliche. Sulla base delle informazioni disponibili per il 2025, vengono indicati impegni complessivi superiori ai 4 milioni di franchi. Di questi, circa 2,7 milioni sarebbero riconducibili all’acquisto di carburante, importo che le interpellanti riconoscono come da relativizzare, essendo legato a merce destinata alla rivendita. Resta però il problema politico: il totale non includerebbe l’IVA e potrebbe quindi aumentare sensibilmente.
 

Le due consigliere sollevano anche un interrogativo istituzionale: la suddivisione degli impegni di spesa in più commesse di importo contenuto potrebbe configurare, nei fatti, un aggiramento della volontà espressa dal Consiglio comunale e delle sue competenze finanziarie.
 

Da qui una raffica di domande al Municipio: stato del PSIA, rinnovo della concessione, ostacoli tecnici e politici, margini reali per trattare con privati, visione futura dello scalo, eventuale ritorno dei voli di linea, dettaglio delle commesse, ricavato della rivendita del carburante, basi legali degli importi autorizzati e misure per garantire maggiore trasparenza verso il Legislativo.
 

Fonte: interrogazione Beretta Piccoli (PVL) e Barchi (PLR); immagine AI

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