La Val Colla dovrà convivere ancora per quasi due anni con la chiusura della strada cantonale tra Insone e Scareglia. Alla luce dei tempi comunicati dal Cantone, Tamara Merlo chiede al Municipio di Lugano di valutare misure straordinarie e temporanee per sostenere la popolazione.
La strada è interrotta dal 14 maggio 2025 a causa della frana del Lavinone. Durante l’incontro pubblico del 9 settembre, il Cantone ha annunciato che, salvo imprevisti, il collegamento non potrà essere riaperto prima della primavera-estate del 2028. Il versante non può essere stabilizzato completamente e la strada sarà ricostruita sul tracciato esistente con una soluzione capace di adattarsi al movimento della frana.
Le competenze tecniche spettano principalmente al Cantone, ma le conseguenze della chiusura coinvolgono direttamente anche Lugano. La Val Colla conta oltre 1’300 abitanti, costretti a fare i conti con tempi di percorrenza più lunghi, collegamenti difficoltosi e problemi nell’accesso ai servizi.
Nell’interpellanza viene ricordata la mobilitazione della popolazione. Una petizione sul trasporto pubblico, firmata da 1’151 persone, ha chiesto un migliore coordinamento delle corse, un collegamento serale supplementare, collegamenti adeguati tra Scareglia e Maglio di Colla e informazioni più chiare sugli orari. Un’altra petizione dedicata alla chiusura della strada e alla sicurezza ha raccolto 1’444 firme.
Per l’orario 2026 la linea AutoPostale 448 è stata riorganizzata, separando il collegamento Tesserete-Insone da quello destinato a Scareglia, alla parte alta della Valle e a Maglio di Colla. Sono state inoltre introdotte alcune corse dirette fino a Tesserete. Secondo Merlo occorre però verificare se queste misure siano sufficienti davanti a un disagio destinato a protrarsi fino al 2028.
Al Municipio viene chiesto di quantificare i costi di eventuali corse supplementari, prolungamenti serali e migliori coincidenze. L’interpellanza domanda inoltre se la Città sia disposta a sollecitare una nuova valutazione dell’offerta cantonale e, se necessario, a partecipare temporaneamente al finanziamento di ulteriori collegamenti.
Particolare attenzione viene richiesta per allievi, lavoratori, anziani, persone senza automobile e utenti della casa anziani di Colla. Merlo domanda infine il coinvolgimento della Commissione di quartiere e la preparazione, insieme al Cantone e agli enti interessati, di un piano delle misure transitorie fino alla riapertura della strada.
«Fare in modo che per tre anni le conseguenze della frana non siano sopportate quasi esclusivamente da chi vive in Val Colla riguarda anche la Città di Lugano», conclude l’interpellanza.
Fonte: interpellanza di Tamara Merlo, Più Donne








