Si possono vietare i coltelli in determinate zone di una città, anche senza che sia in corso una manifestazione? È la domanda al centro di un postulato presentato dal consigliere nazionale Lorenzo Quadri. Il parlamentare della Lega dei Ticinesi chiede al Consiglio federale di chiarire se i Comuni possano introdurre divieti territoriali a tempo indeterminato, in particolare nelle ore serali e notturne, nei centri cittadini e nelle zone della vita notturna.
La richiesta riguarda i coltelli il cui porto non è già vietato dalla Legge federale sulle armi e altri oggetti potenzialmente pericolosi. Il postulato non introduce un divieto: chiede un rapporto sulle competenze di Comuni e Cantoni, sullo spazio lasciato dall’articolo 28a della legge federale e sui limiti costituzionali di eventuali nuove restrizioni. Il Consiglio federale dovrà esaminare anche le possibilità di controllo e sanzione.
La legge già distingue i coltelli classificati come armi dagli altri e limita, a determinate condizioni, il porto di «oggetti pericolosi» nei luoghi accessibili al pubblico. I normali coltellini tascabili, come quello dell’esercito svizzero, sono esclusi dalla definizione richiamata nel postulato.
Quadri vuole sapere se gli enti locali possano intervenire preventivamente in aree circoscritte, senza dover attendere un evento particolare. Il rapporto dovrà chiarire quali modifiche legislative sarebbero eventualmente necessarie e prendere in esame le esperienze maturate in Svizzera e all’estero.









