Ticino, 04 ottobre 2026

Cassa malati, Mazzoleni (Lega) chiede un premio uguale in tutta la Svizzera

Una proposta di iniziativa cantonale punta a superare le differenze territoriali: premio nazionale fissato dalla Confederazione, sussidi cantonali mirati e maggiori controlli sugli assicuratori.

Stesse prestazioni assicurate, stesso premio di base in tutta la Svizzera. È il principio della proposta di iniziativa cantonale elaborata per il Gruppo della Lega dei Ticinesi: riformare la Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) introducendo un premio nazionale uniforme, determinato ogni anno dall’autorità federale competente. Il Gran Consiglio è invitato a sottoporre la richiesta all’Assemblea federale.
 

L’obiettivo è togliere il domicilio dall’equazione del premio. A parità di categoria d’età, franchigia e forma assicurativa, gli assicurati pagherebbero lo stesso importo, indipendentemente dal Cantone o dalla regione in cui vivono. I costi delle prestazioni obbligatorie verrebbero considerati su scala svizzera, con meccanismi di compensazione capaci di distribuire gli oneri tra territori e assicuratori.
 

La proposta parte da una contestazione precisa: il catalogo delle prestazioni è definito a livello federale, mentre l’onere dei premi risente delle differenze territoriali. Per la Lega, alla dimensione nazionale delle cure assicurate deve corrispondere una solidarietà finanziaria nazionale. I maggiori costi di un territorio non devono ricadere automaticamente sulla sola popolazione che vi risiede.
 

Il Ticino e le regioni periferiche sono al centro della motivazione. Poter ricorrere a un ospedale fuori Cantone non significa poterlo raggiungere nelle stesse condizioni di chi abita vicino ai grandi centri. Per un paziente ticinese, cure ripetute nella Svizzera interna possono comportare viaggi lunghi, accompagnamento e difficoltà organizzative. La proposta riconosce che queste condizioni non spiegano da sole tutti i divari di costo, ma chiede che siano considerate nel finanziamento dell’offerta sanitaria.
 


 

Il premio ordinario resterebbe nominale: nessun calcolo in funzione del reddito o della sostanza. L’aiuto alle persone in difficoltà passerebbe dalle riduzioni individuali dei premi, separate dal premio di base e affidate ai Cantoni nel quadro delle prescrizioni federali. Il sostegno potrebbe considerare reddito disponibile, patrimonio, composizione familiare e obblighi di mantenimento, con adeguamenti tempestivi quando la situazione economica cambia.
 

Resterebbero anche la franchigia e l’aliquota percentuale. La riforma manterrebbe quindi una partecipazione individuale ai costi delle cure, distinta sia dal premio nazionale sia dai sussidi cantonali.
 

Agli assicuratori verrebbero richiesti dati uniformi e verificabili su prestazioni, spese amministrative, ricavi, riserve e compensazione dei rischi. La Confederazione fisserebbe il premio sulla base dei costi complessivi e delle previsioni, rendendo pubblici il metodo di calcolo e gli eventuali correttivi. Ogni assicuratore resterebbe responsabile dell’economicità della propria gestione.
 

In caso di squilibri rilevanti o persistenti, le casse dovrebbero documentarne le cause e presentare misure correttive. La vigilanza dovrebbe distinguere le inefficienze dai rischi non adeguatamente compensati e dagli eventi eccezionali. Il disavanzo non si tradurrebbe automaticamente in un rincaro per gli assicurati di un singolo Cantone o di una singola cassa. Il contenimento dei costi non potrebbe comportare tagli alle prestazioni obbligatorie o ostacoli alle cure.
 

La proposta prevede infine un maggiore coordinamento federale della pianificazione sanitaria, mantenendo ai Cantoni la responsabilità primaria sui bisogni della popolazione. Collaborazione tra territori, contrasto alle duplicazioni ingiustificate e tutela delle strutture necessarie nelle regioni periferiche accompagnerebbero il premio nazionale. Il documento non quantifica il risparmio per gli assicurati ticinesi: chiede una modifica del sistema di ripartizione dei costi.
 

Fonte: Proposta di iniziativa cantonale sulla riforma LAMal del Gruppo della Lega dei Ticinesi, documento «21 iniziativa riforma LaMal».

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