La psicoterapia a carico della cassa malati cresce e Lorenzo Quadri chiede di dare ai Cantoni uno strumento per limitarne l’offerta. Il consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi ha presentato una mozione che propone tetti al numero di psicoterapeuti psicologici e di organizzazioni autorizzati a fatturare all’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (AOMS).
Il meccanismo sarebbe analogo a quello già previsto per i medici dall’articolo 55a della Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal). L’obiettivo è permettere ai Cantoni di governare un settore che, secondo il deputato, ha conosciuto un’espansione eccessiva dopo l’introduzione della fatturazione su prescrizione medica, nel luglio 2022.
I numeri riportati nella mozione indicano che le strutture di psicoterapia psicologica con un numero di concordato attivo sono passate da 2’437 nel terzo trimestre 2022 a 5’374 nel secondo trimestre 2024: oltre il 120% in più.
Anche il conto per l’assicurazione obbligatoria è aumentato. Secondo i dati dell’Osservatorio svizzero della salute richiamati nell’atto, la spesa è salita da 528 milioni di franchi nel 2021 a 922 milioni nel 2024.
Quadri punta poi sul Ticino, dove, stando alla mozione, il consumo pro capite di prestazioni psicoterapeutiche supera di oltre il 50% la media nazionale. Il deputato segnala inoltre un aumento dei professionisti italiani, che collega alla libera circolazione delle persone, e mette in discussione la pertinenza di tutte le terapie erogate.
La proposta chiede una modifica della LAMal che consenta limiti cantonali alle autorizzazioni. Il nodo politico è concreto: mentre gli assicurati continuano a sostenere il costo del sistema, Quadri vuole che i Cantoni possano intervenire anche sull’espansione dell’offerta psicoterapeutica.
Fonte: Lorenzo Quadri, mozione «Frenare l’espansione incontrollata della psicoterapia a carico dell’assicurazione malattia obbligatoria».








