L’Italia ha davvero ripreso i trasferimenti Dublino dalla Svizzera? Lorenzo Quadri chiede al Consiglio federale di fornire numeri aggiornati e di spiegare quali risultati abbiano prodotto le assicurazioni ricevute da Roma. L’interpellanza del consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi mette al centro gli oneri che ricadono sulla Confederazione quando i trasferimenti non avvengono.
L’atto ricorda che l’Italia ha sospeso i trasferimenti nel dicembre 2022. Richiama poi l’annuncio della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) di una ripresa graduale e dichiarazioni del consigliere federale Beat Jans secondo le quali, nonostante le assicurazioni italiane, nessun richiedente sarebbe ancora stato ripreso in carico.
È proprio questo il punto sul quale Quadri domanda una verifica: quanti trasferimenti sono stati concretamente effettuati e qual è la situazione aggiornata?
Il conto richiamato nell’interpellanza riguarda il periodo tra dicembre 2022 e inizio settembre 2025. In quell’intervallo, secondo l’atto, la Svizzera ha dovuto trattare 1’850 casi perché il trasferimento verso l’Italia non era possibile.
Quadri riporta inoltre una quantificazione del Consiglio federale di circa 75’000 franchi per persona in costi supplementari, tra accoglienza, procedura d’asilo e contributi ai Cantoni. Applicata ai 1’850 casi citati, la cifra equivale a circa 138,75 milioni di franchi: un calcolo sui dati dell’atto, non un consuntivo aggiornato.
Il deputato chiede quindi il totale attuale degli oneri e il numero di persone tuttora presenti in Svizzera che avrebbero dovuto essere trasferite.
A Berna domanda anche quali passi intenda compiere per ottenere il rispetto delle regole di Dublino e quali ulteriori misure preveda per evitare che il mancato trasferimento continui a generare costi per la Svizzera.
Fonte: Lorenzo Quadri, interpellanza «L’Italia continua a non riprendere i richiedenti l’asilo di sua competenza?».







