Mondo, 22 luglio 2018

Il governo italiano non finanzia più l'accoglienza dei migranti, alle cooperative mancano 500 milioni di euro

Tensioni frequenti, da Milano a Roma. Nei centri di accoglienza gestiti da associazioni e cooperative i migranti sempre più spesso protestano per i ritardi nel pagamento dei pocket money, la loro diaria giornaliera, e per le condizioni delle strutture.


Episodi che rischiano talvolta di degenerare, richiedendo l'intervento di forze dell'ordine e mediatori per riportare la calma. Ma non sono che il segno visibile di un arretrato sommerso su cui ora vacilla l'intero sistema di accoglienza. Si tratta dei fondi che il ministero dell'Interno non ha ancora erogato alle cooperative, che a loro volta sono in rosso ma devono comunque garantire i servizi previsti per i richiedenti l'asilo. Cibo, vestiario, pulizia. Numerose quelle che non vedono l'assegno da mesi, molte ne contano fino a undici di ritardo, e che vantano ancora crediti sul 2017. Ma a quanto ammonta l'arretrato che il Viminale deve saldare? Scorrendo le voci del disegno di legge dell'assestamento di bilancio del 2018, si scopre che il debito supera il mezzo miliardo di euro: nel dettaglio sono 510 milioni e 483mila euro messi a bilancio come «somme destinate all'estinzione dei debiti contratti per l'attivazione e la gestione dei centri di accoglienza per stranieri irregolari». La cifra è stata confermata al Giornale dal Viminale. Ed è un buco per le casse dello Stato che si allarga ogni anno di più.


Del resto era stato il predecessore di Matteo Salvini - che ora promette di tagliare nettamente i costi sostenuti per ciascun migrante, 35 euro al giorno - a mettere in guardia sul progressivo aumento delle spese da sostenere per un comparto che richiede risorse sempre maggiori rispetto a quelle preventivate di anno in anno: «Nonostante la virtuosa pianificazione di
rientro di situazioni pregresse - scriveva l'ex ministro Marco Minniti in una delle sue ultime relazioni - l'assenza del necessario e cospicuo aumento delle risorse destinate al settore specifico della gestione dei centri governativi e delle strutture temporanee, comporterà ancora continue richieste di integrazione fondi e debiti fuori bilancio». Infatti, se è vero che gli sbarchi sono diminuiti dell'80% rispetto al 2017, le strutture restano comunque piene e a oggi accolgono, dati del ministero, 165mila persone. Nel frattempo le cooperative a secco dichiarano di essere costrette a rivolgersi alle banche per ottenere la liquidità necessaria con cui pagare dipendenti, fornitori e appunto, gli ospiti, cui spetta il pocket money giornaliero di 2,50 euro, usato dai migranti soprattutto per le ricariche telefoniche.

 
Se da un lato una parte dell'arretrato è patologica - l'anno scorso era pari a 400 milioni - dall'altro negli ultimi mesi ad allungare ulteriormente i tempi dei pagamenti dal Viminale, che eroga i fondi attraverso le prefetture, c'è anche il nuovo metodo di contabilità cui sono sottoposte le associazioni che vincono i bandi dell'accoglienza. Il decreto firmato a ottobre scorso da Minniti, frutto della norma «taglia business» voluta da Fratelli d'Italia e approvata in Parlamento, prevede un dettagliato rendiconto delle spese sostenute, comprese relative copie di fatture e scontrini, oltre che del registro di tutte le entrate e le uscite. Il faldone poi passa sotto la lente dei prefetti, per evitare nuovi scandali dopo quelli scoperchiati dal calderone di inchieste giudiziarie sui furbetti delle coop. Che però ora battono cassa.

(via il giornale.it)

Guarda anche 

Ecco i messaggi deliranti dell'attentatore di Modena. Salvini all’attacco: “Revocare cittadinanza e permesso a chi commette gravi reati”

Il caso di Salim El Koudri, il 31enne fermato dopo essersi lanciato con l’auto sulla folla nel centro di Modena, continua a far discutere. Sabato 16 maggio, seco...
19.05.2026
Mondo

Gli statuti S degli ucraini diventeranno permessi B nel 2027, per cantoni e comuni la fattura rischia di essere salata

Quando la Svizzera ha attivato lo status S per i rifugiati ucraini nel 2022, prevedeva una protezione temporanea che avrebbe consentito un rapido ritorno in Ucraina. Tutt...
19.05.2026
Svizzera

Dipendente pubblico timbrava in Italia e lavorava in Ticino: “E domani chi controllerà i frontalieri disoccupati?”

Il caso del dipendente comunale italiano che, secondo l’accusa, timbrava il cartellino in un Comune dell’Alto Varesotto per poi venire a lavorare in Ticino...
21.05.2026
Ticino

Tovaglieri dopo il caso Modena: “Fallimento dell’immigrazione di massa sotto gli occhi di tutti”

L’intervento di Isabella Tovaglieri sul caso di Modena mette il dito nella piaga. Dopo l’auto lanciata sulla folla nel centro della città emiliana, ...
18.05.2026
Mondo

Informativa sulla Privacy

Utilizziamo i cookie perché il sito funzioni correttamente e per fornirti continuamente la migliore esperienza di navigazione possibile, nonché per eseguire analisi sull'utilizzo del nostro sito web.

Ti invitiamo a leggere la nostra Informativa sulla privacy .

Cliccando su - Accetto - confermi che sei d'accordo con la nostra Informativa sulla privacy e sull'utilizzo di cookies nel sito.

Accetto
Rifiuto