Svizzera, 07 marzo 2019

Quadri: "Lojacono Baragiola va consegnato alla giustizia italiana"

"Il terrorista Lojacono Baragiola va consegnato alla giustizia italiana". È quanto chiede con una mozione al Consiglio Federale il consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri. "Il Consiglio federale – si legge nel testo –  è incaricato di proporre una modifica della Legge federale sull’assistenza internazionale in materia penale affinché l’estradizione di cittadini svizzeri sia possibile in caso di condanne per reati di terrorismo".

"La recente consegna all’Italia, da parte della Bolivia, del terrorista Cesare Battisti – scrive Quadri –  ha riacceso il dibattito attorno al brigatista rosso Alvaro Lojacono Baragiola, che per la giustizia italiana risulta latitante in Svizzera. In Italia Lojacono Baragiola è stato condannato in contumacia all’ergastolo per la strage di via Fani nel processo Moro quater (sentenza confermata nel 1997) e a 16 anni di carcere per l’omicidio di uno studente. Condanne a cui Lojacono si sottrae in quanto titolare del passaporto rossocrociato, acquisito in circostanze “sospette” nel 1986, grazie alla cittadinanza elvetica della madre, di cui ha assunto pure il cognome (Baragiola)".

E ancora: "Avendo Lojacono Baragiola unicamente la cittadinanza svizzera e non la doppia cittadinanza, la nazionalità elvetica non gli può venire ritirata (in vista di un’estradizione) in base all’articolo 48 della Legge sull’acquisto e la perdita della cittadinanza svizzera (LCit), che nel caso troverebbe concreta applicazione, essendosi Lojacono macchiato di reati di terrorismo.Detto articolo stabilisce infatti che “L'Ufficio federale può, con il consenso dell'autorità del Cantone d'origine,
revocare la cittadinanza svizzera, la cittadinanza cantonale e l'attinenza comunale a una persona che possiede anche un'altra cittadinanza, se la sua condotta è di grave pregiudizio agli interessi o alla buona reputazione della Svizzera”. E’ evidente che permettere a terroristi pluriassassini di sfuggire alle condanne che sono state loro inflitte nei paesi d’origine nuoce alla buona reputazione della Svizzera ed è di grave pregiudizio ai suoi interessi".

Quadri ritiene che " la vergogna elvetica nel caso Lojacono è doppia, se si pensa che costui beneficia addirittura del pubblico impiego, in quanto è attualmente dipendente dell’Università di Friburgo. L’articolo 7 cpv 1 della Legge federale sull'assistenza internazionale in materia penale ha il seguente tenore: “Salvo che vi acconsenta per scritto, nessuno Svizzero può essere estradato o consegnato a uno Stato estero a scopo di perseguimento o esecuzione penali (…)”. Con la presente mozione si chiede di aggiungere a tale disposizione un nuovo cpv 2 che preveda un’eccezione nel caso di cittadini svizzeri che si sono macchiati all’estero di reati di terrorismo".

"Va rilevato – conclude il Consigliere nazionale – che la modifica proposta non costituirebbe unicamente una “Lex Lojacono Baragiola”. In futuro la Svizzera dovrà infatti attendersi di venire confrontata con casi di cittadini elvetici colpevoli all’estero di reati legati terrorismo islamico. E’ quindi necessario che si doti degli strumenti di legge per far sì che simili pericolosi criminali non possano in nessun caso abusare della cittadinanza elvetica per rimanere impuniti".

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