Svizzera, 29 marzo 2026

Dallo statuto S al permesso B

Lo statuto S dei profughi ucraini, introdotto nel marzo 2022, è stato a più riprese prolungato dal Consiglio federale. L'ultima volta fino al marzo del 2027. Alla storiella dello "statuto orientato al rimpatrio", propinata a più riprese da Berna, ormai non crede più nessuno.
 

A marzo 2027, i profughi arrivati qui all'inizio del conflitto saranno residenti in Svizzera da cinque anni. Ora, secondo l’articolo 74 capoverso 2 della Legge sull’asilo, se la protezione provvisoria non viene revocata entro questo periodo, le persone interessate ottengono automaticamente un permesso di dimora (permesso B). In altre parole, quella che nasce come misura temporanea si trasforma, di fatto, in una stabilizzazione a lungo termine.
 

Le conseguenze sono pesanti. Tanto per cominciare, i titolari del permesso B hanno diritto alle medesime prestazioni sociali dei cittadini svizzeri, superando il regime ridotto previsto invece dallo statuto S.
 


 

In secondo luogo, i costi di queste prestazioni maggiorate ricadono interamente su Cantoni e Comuni: Berna si sgrava e fa scarica-barile. Una dinamica deleteria per i rapporti tra livelli istituzionali, con la Confederazione che decide e gli enti locali che subiscono e pagano. Infine, è ovvio che, una volta staccato il permesso B, i profughi ucraini non lasceranno più la Svizzera.
 

Il Ticino, in particolare, si troverà sotto forte pressione. Attualmente, circa l’80% delle persone con statuto S presenti nel Cantone è carico dello stato sociale. Solo il 30% risulta attivo professionalmente. In Danimarca, per contro, il tasso di occupazione è del 75%. Segno che in Svizzera, per gli ultimi arrivati, risulta troppo facile - e comodo - staccare sussidi.
 

In queste condizioni, la trasformazione automatica dello statuto S in permesso di dimora diventa del tutto insostenibile. Per il Ticino si stima che ciò equivarrebbe ad una spesa annua di 20 milioni di franchi in più. Urge pertanto modificare la Legge sull'asilo per scongiurare una simile, sciagurata eventualità.
 

Lorenzo Quadri, Consigliere nazionale, Lega dei Ticinesi

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