Svizzera, 09 maggio 2026

Un film visto da 66 persone ha ricevuto 110mila di franchi pubblici: Quadri attacca i sussidi al cinema

Il consigliere nazionale leghista rilancia il caso denunciato dalla Weltwoche: “Ma non bisognava risparmiare?”

Lorenzo Quadri torna all’attacco sulla spesa pubblica. Questa volta il caso riguarda il cinema finanziato dalla Confederazione: un film visto da appena 66 spettatori avrebbe ricevuto 110mila franchi di sussidi pubblici. Una sproporzione che il consigliere nazionale leghista ha rilanciato sui social con una domanda secca: «Un film visto da 66 (!) spettatori ha ricevuto sussidi pubblici per 110mila franchi. Ma non bisognava risparmiare?».
 

Il post riprende un articolo della Weltwoche, dal titolo altrettanto chiaro: “Bund fördert Kino ohne Publikum”, ovvero il Bund finanzia cinema senza pubblico. Mentre a cittadini, Cantoni e Comuni si chiede continuamente di tirare la cinghia, Berna continua a distribuire soldi pubblici anche a progetti che, almeno sul piano del pubblico pagante, non sembrano reggere la prova dei fatti.

Fonte
Post Facebook di Lorenzo Quadri; Weltwoche; immagine AI


 

Il caso citato da Quadri colpisce perché mette insieme due cifre difficili da liquidare: 66 spettatori e 110mila franchi. Tradotto: oltre 1’600 franchi di sussidio per ogni spettatore. Una cifra che parla da sola, soprattutto in una fase in cui la Confederazione discute risparmi, tagli, priorità di bilancio e nuovi sacrifici per contribuenti e famiglie. Il problema è l’assenza di un criterio comprensibile per chi paga le imposte. Se un’opera sostenuta con denaro pubblico non arriva praticamente a nessuno, è legittimo chiedersi se il sistema premi davvero il merito, l’interesse del pubblico e l’impatto culturale, oppure se finisca per alimentare un circuito chiuso, autoreferenziale e poco esposto alla verifica del mercato.

Non si può invocare austerità per alcuni settori e poi chiudere un occhio davanti a contributi pubblici che producono numeri microscopici. Prima di chiedere altri sacrifici ai cittadini, Berna dovrebbe spiegare perché un film visto da 66 persone meriti 110mila franchi pubblici. E soprattutto chi, dentro l’amministrazione, valuta davvero il rapporto tra soldi versati e risultati ottenuti.
 

Fonte
Post Facebook di Lorenzo Quadri; Weltwoche

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