Aumento dell’IVA per finanziare la 13a AVS? Omar Balli, deputato in Gran Consiglio per la Lega, non dà affatto per scontato che il popolo svizzero sia disposto ad accettarlo. Il sostegno alla 13a AVS, spiega, non equivale a un via libera automatico a nuove imposte sui consumi.
Secondo Balli, il punto è chiaro: “Gli svizzeri hanno approvato la 13a AVS perché la considerano una misura a favore dei pensionati, ma ciò non significa che siano disposti ad accettare senza riserve un aumento permanente delle imposte sui consumi”. L’IVA, ricorda il deputato leghista, non colpisce qualche categoria astratta, ma tutti: famiglie, lavoratori e gli stessi pensionati che dovrebbero beneficiare della nuova prestazione.
Il problema è ancora più evidente se si guarda al finanziamento. “Il rincaro dello 0,4% non copre nemmeno interamente i costi della 13a AVS”, osserva Balli. Da qui la domanda politica: perché accettare un aumento dell’IVA se il buco resta comunque aperto e serviranno altri interventi?
Per il deputato leghista, prima di mettere mano al portafoglio dei cittadini bisogna guardare dentro il bilancio federale. “Ritengo che si debba intervenire sul fronte delle uscite”, afferma Balli, indicando in particolare due settori: gli aiuti all’estero e i costi legati all’asilo. Ambiti nei quali, secondo lui, la Confederazione può “spendere meno e meglio”.
La linea è quella classica: prima le priorità interne, poi il resto. “Sono fermamente convinto che in questi ambiti si possa e si debba spendere meno e meglio, destinando una quota più importante delle risorse disponibili al finanziamento delle prestazioni sociali interne, a partire dall’AVS. In parole povere: ‘Prima i nostri’”.
Il messaggio è diretto anche a Berna. Prima di aumentare l’IVA, i contributi salariali o l’età pensionabile, lo Stato deve dimostrare di avere fatto pulizia nelle proprie uscite. Per Balli, se la 13a AVS è stata voluta dal popolo, “il primo dovere della politica è trovare le risorse necessarie all’interno del bilancio federale, e non continuare a mettere le mani nelle tasche dei cittadini”.





