Andrea Sanvido, gran consigliere della Lega e neo presidente del Consiglio comunale di Lugano, ha tracciato in un’intervista ad Andrea Stern le priorità del suo anno da primo cittadino. Un anno che, nelle sue intenzioni, non sarà fatto di passerelle istituzionali, ma di presenza sul territorio.
Il nuovo presidente ha spiegato di voler dedicare attenzione in particolare a due generazioni: gli anziani e i giovani. Da una parte chi ha costruito la Lugano di oggi, dall’altra chi dovrà costruire quella di domani. Sanvido intende visitare le case anziani della città e incontrare gli allievi nelle scuole, per spiegare loro cosa fa la politica e provare ad avvicinarli a un mondo spesso percepito come distante.
Alla domanda se il suo ruolo significhi soprattutto cerimonie e inaugurazioni, Sanvido ha tagliato corto: “a tagliare nastri ci pensano i municipali”. Il suo obiettivo sarà diverso: riportare la politica tra le persone, in particolare in quei luoghi dove la presenza fisica delle istituzioni conta ancora.
Nell’intervista, Sanvido ha anche ricordato il proprio percorso politico, iniziato nel 2011 nei Giovani leghisti, quando il presidente era Boris Bignasca. Dal 2013 siede in Consiglio comunale a Lugano, dove è sempre stato rieletto. Il Municipio resta un’ambizione dichiarata per il futuro, ma oggi la priorità è il nuovo incarico alla testa del Legislativo cittadino.
Sul momento della Lega luganese, Sanvido ha rivendicato un gruppo compatto e capace di lavorare insieme. Pur riconoscendo che non esiste più una figura come Giuliano o Attilio Bignasca, il neo presidente non ne fa un dramma: “Non c’è un numero 10”. Questo, a suo avviso, obbliga tutti a prendersi maggiori responsabilità.
Spazio anche alla situazione cantonale e alla rottura con l’UDC. Sanvido avrebbe preferito l’alleanza e non nasconde il rammarico: “Mi dispiace per l’area di destra”. Allo stesso tempo, vede nella corsa separata l’occasione per la Lega di rilanciare volti nuovi e valorizzare una nuova generazione di candidati.
Tra i temi cittadini, Sanvido cita il Polo sportivo, battaglia politica che ha seguito fin dall’inizio e che oggi considera una vittoria per tutti coloro che ci hanno creduto. Guardando avanti, indica il polo congressuale come una delle opere necessarie per permettere a Lugano di sfruttare davvero il proprio potenziale nel settore degli eventi e dei congressi.
Non manca un passaggio su USI e SUPSI. Sanvido ribadisce di non essere contrario all’università, ma chiede che il radicamento sul territorio resti centrale. La nomina del rettore ticinese Claudio Bassetti viene letta come un segnale positivo. Infine, fiducia nel tram-treno, indicato come una possibile risposta, almeno parziale, al problema del traffico in città.
Fonte: MDD 26.6.2026







