Ticino, 30 giugno 2026

Ristorni: un giusto passo, ma Berna smetta di fare lo zerbino!

La Lega dei Ticinesi prende atto con parziale soddisfazione della decisione odierna del Consiglio di Stato di congelare circa 50 milioni di franchi dei ristorni delle imposte alla fonte versate all’Italia. Si tratta di una scelta pragmatica e responsabile che va nella direzione auspicata dalla Lega: non è infatti più accettabile continuare a trasferire oltre 110 milioni di franchi all’anno oltreconfine, dove gli accordi non vemgono rispettati.
 

La decisione del Governo cantonale riconosce finalmente una realtà evidente: l’Italia ha introdotto disposizioni fiscali, presentate come “tassa sulla salute”, che sono incompatibili con lo spirito e con la lettera dell’accordo fiscale sui frontalieri. Se Roma decide unilateralmente di tassare ulteriormente i frontalieri, viene meno uno dei presupposti fondamentali sui quali si fondano i ristorni.
 

Per questo motivo il congelamento parziale rappresenta un segnale politico necessario. La Lega ritiene tuttavia che la misura avrebbe potuto essere ancora più incisiva: continuare a versare oltre la metà di una somma tanto esorbitante significa mantenere una posizione di eccessiva accondiscendenza verso un Paese che, ancora una volta, modifica unilateralmente le regole del gioco.
 


 

Le maggiori responsabilità ricadono però sul Consiglio federale e, in particolare, sulla responsabile del Dipartimento federale delle finanze, Karin Keller-Sutter. Ancora una volta Berna ha scelto la linea della remissività nei confronti dell’Italia, evitando di difendere con la necessaria fermezza gli interessi svizzeri e ticinesi.
 

Da troppo tempo il Consiglio federale subisce ogni iniziativa proveniente da Roma, limitandosi ad appellarsi al dialogo anche quando è l’altra parte a violare gli accordi sottoscritti. Questo atteggiamento arrendevole non rafforza la credibilità della Svizzera, ma trasmette il messaggio che il nostro Paese sia disposto ad accettare qualsiasi imposizione pur di evitare uno scontro diplomatico.
 

La storia dimostra invece che quando la Svizzera, e il Ticino in particolare, hanno assunto posizioni ferme, l’Italia è stata costretta a sedersi seriamente al tavolo delle trattative. È dunque questa la strada da seguire. La Lega dei Ticinesi continuerà a battersi affinché le risorse generate in Ticino vengano destinate prioritariamente ai cittadini ticinesi, invece di alimentare trasferimenti finanziari che non trovano più alcuna giustificazione alla luce del comportamento adottato dalle autorità italiane.
 

Prima i ticinesi. Sempre.

Lega dei Ticinesi

Guarda anche 

Dopo l'episodio di Berna, in Parlamento si torna a discutere di cambiamento di sesso

Il Parlamento torna a discutere di cambiamento di sesso. Il motivo è dovuto a un episodio avvenuto quest'estate, quando una donna trans è entrata nell&#...
24.09.2026
Svizzera

Duecento anni di neutralità

Il 27 settembre saremo chiamati a decidere come dovrà essere applicata in futuro la neutralità svizzera. Non è un tema marginale: riguarda il modo...
25.09.2026
Opinioni

La neutralità è uno strumento politico, usiamolo!

L’iniziativa popolare sulla neutralità ha dato vita ad alleanze insolite. La destra nazionalista e la sinistra comunista sono favorevoli, il centro destra...
27.09.2026
Opinioni

L'Italia continua a non rispettare l'accordo di Dublino (nonostante avesse assicurato il contrario)

L’Italia non ha ancora ripreso in carico alcun richiedente asilo trasferito dalla Svizzera in base al regolamento di Dublino. Eppure, alla fine di agosto, il Consig...
21.09.2026
Svizzera

Informativa sulla Privacy

Utilizziamo i cookie perché il sito funzioni correttamente e per fornirti continuamente la migliore esperienza di navigazione possibile, nonché per eseguire analisi sull'utilizzo del nostro sito web.

Ti invitiamo a leggere la nostra Informativa sulla privacy .

Cliccando su - Accetto - confermi che sei d'accordo con la nostra Informativa sulla privacy e sull'utilizzo di cookies nel sito.

Accetto
Rifiuto