Mondo, 20 luglio 2026

Il Regno Unito, regime di psicopolizia: più arresti per post sui social che nelle peggiori dittature

Londra, ex culla della libertà, oggi patria della delazione di Stato.

Nel 2023, secondo dati verificati da The Times tramite richieste a decine di forze di polizia inglesi e gallesi, le autorità britanniche hanno effettuato 12.183 arresti per messaggi online ritenuti “offensivi”, “molesti” o che causano “ansia, fastidio o inconveniente”. Circa 33 arresti al giorno. Un numero da regime autoritario secondo l’infografica dell’Istituto Liberale.


Le leggi incriminate? La sezione 127 del Communications Act 2003 e la sezione 1 del Malicious Communications Act 1988. Norme vaghe che puniscono messaggi indecenti o minacciosi trasmessi via internet o telefono. Non si tratta solo di minacce esplicite: finiscono dentro genitori che criticano una scuola su WhatsApp, cittadini che esprimono opinioni scomode su migrazione o islam, o semplici “like” e commenti che qualcuno trova fastidiosi. Arresti, perquisizioni all’alba, ore in cella – e spesso nessuna condanna (solo circa 1.119 sentenze nel 2023, in calo rispetto al passato).



 

Il Regno Unito, che si vanta di essere una democrazia matura, arresta più persone per post sui social di regimi che non fingono nemmeno di essere liberi.


Fonti come Freedom House confermano il trend preoccupante nel Regno Unito e le forze dell’ordine sprecano risorse sulla libertà di espressione invece che su crimini reali. Questa è psicopolizia: lo Stato che decide cosa può turbare i cittadini sensibili, che usa forze armate per bussare alle porte di genitori o anziani per un tweet o un messaggio privato. Casi emblematici – arresti per post su gruppi WhatsApp scolastici, per commenti su proteste, per umorismo nero – mostrano come leggi nate per contrastare minacce vere siano diventate un manganello contro il dissenso.
 

Fonte: Istituto Liberale (post Instagram/X); The Times, “Police make 30 arrests a day for offensive online messages”,

Guarda anche 

Corteo senza permesso e volti coperti: a Lugano la legge vale per tutti?

Un corteo in centro, un camioncino con musica e slogan, partecipanti con il passamontagna e la polizia a sorvegliare. Ma le autorizzazioni? È quanto chiede di c...
19.10.2026
Ticino

Andrea Sanvido: «La democrazia vale anche per chi non la pensa come voi»

Andrea Sanvido prende posizione sul corteo a Lugano e contesta l’uso dell’accusa di fascismo contro chi sostiene politiche più restrittive sull&rsqu...
18.10.2026
Ticino

Xhaka, Covid e libertà di coscienza

Non sono un’appassionata di calcio. In compenso lo sono della libertà di coscienza. Ed è per questo che il caso di Granit Xhaka mi interessa molto ...
03.10.2026
Opinioni

Semafori sul Piano di Magadino: quando la volontà popolare viene aggirata

L'installazione dei nuovi impianti semaforici sulla tratta tra Cadenazzo e Quartino rappresenta l'ennesimo capitolo di uno scontro profondo tra le istituzioni ...
23.09.2026
Opinioni

Informativa sulla Privacy

Utilizziamo i cookie perché il sito funzioni correttamente e per fornirti continuamente la migliore esperienza di navigazione possibile, nonché per eseguire analisi sull'utilizzo del nostro sito web.

Ti invitiamo a leggere la nostra Informativa sulla privacy .

Cliccando su - Accetto - confermi che sei d'accordo con la nostra Informativa sulla privacy e sull'utilizzo di cookies nel sito.

Accetto
Rifiuto