I promotori dell'iniziativa sulla neutralità hanno lanciato martedì la campagna in vista della votazione del prossimo 27 settembre. L'iniziativa mira a sancire nella Costituzione che la neutralità della Svizzera debba essere "perpetua e armata" e prevede un divieto pressoché totale di sanzioni. Le sanzioni economiche sarebbero consentite solo se decise dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Ma il voto va ben oltre un semplice articolo costituzionale, ha sottolineato il Consigliere nazionale Walter Wobmann (UDC/SO). "È una questione di principio che riguarda il ruolo che la Svizzera dovrebbe occupare in un mondo incerto". La neutralità ha caratterizzato la Svizzera per generazioni. 130'000 cittadini, firmatari dell'iniziativa, desiderano consolidare questo "principio fondamentale dello Stato".
Di fronte alle crescenti tensioni tra le grandi potenze, solo una neutralità credibile garantisce libertà, sicurezza e indipendenza, ha osservato Stephan Rietiker, presidente di Pro Suisse. "La neutralità ha fatto guadagnare alla Svizzera il rispetto all'estero e ha impedito qualsiasi riavvicinamento con i blocchi di potere". La neutralità armata è sinonimo di prontezza alla difesa e di tradizione umanitaria. Inoltre, la neutralità rafforza la coesione interna della Svizzera, una nazione fondata sulla volontà dei suoi cittadini. "L'attrattiva del Paese, il suo centro finanziario e le sue relazioni commerciali aperte si basano anch'essi su questo principio".
In quanto piccola potenza militare, la Svizzera deve aprire un dialogo e parlare con tutte le parti, ha affermato Samuel Sommaruga, membro di Pro Suisse. Da ginevrino, apprezza la forza della Ginevra internazionale. Se la Svizzera non si comporta in modo neutrale, come nel caso della guerra in Ucraina, mina la sua credibilità come mediatore.
La neutralità non è sinonimo di chiusura o di indifferenza, ha dichiarato la Consigliera nazionale Monika Rüegger (UDC/OW). "È come una roccia nelle Alpi: solida, affidabile, incrollabile e non negoziabile". I leader politici non devono interpretare la neutralità in modo arbitrario né sacrificarla sotto pressione straniera.
L'ex Consigliere federale dell'UDC Christoph Blocher ha sottolineato l'importante ruolo della neutralità nella storia svizzera. Per i piccoli Stati, è fondamentale per prevenire l'aggressione: "Un potenziale nemico dovrebbe esitare a invadere un Paese neutrale". Una neutralità pragmatica e flessibile, come quella praticata oggi dal Consiglio federale, è invece pericolosa, secondo Blocher. La Svizzera è ora nella lista nera della Russia come "Stato belligerante". Allo stesso tempo, Blocher ha sottolineato che il principio di neutralità rimane applicabile anche se l'iniziativa viene respinta.







