Quanto è costata ai cittadini di Mendrisio la contromanifestazione del 28 gennaio e quali conseguenze avrà quanto accaduto per eventi simili in futuro? Sono alcune delle domande poste al Municipio da un’interrogazione presentata da Alessio Allio.
Al centro dell’atto ci sono i disordini avvenuti durante il presidio promosso dal Movimento per il Socialismo (MPS), organizzato parallelamente a un evento dell’UDC. La serata aveva richiesto un importante dispositivo di sicurezza, con tensioni, disagi alla circolazione e un successivo dibattito politico.
Allio chiede innanzitutto un bilancio preciso dell’ordine pubblico: quanti episodi abbiano richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, quante persone siano state fermate o identificate, se siano state elevate contravvenzioni o formulate denunce e se siano stati constatati danni a beni pubblici o privati.
Un capitolo centrale riguarda i costi. L’interrogazione chiede al Municipio di quantificare l’onere complessivo sostenuto dalla Città, includendo Polizia comunale, eventuale supporto cantonale, sicurezza privata, gestione del traffico, transenne, segnaletica, ripristini e ore supplementari del personale. Se non fosse ancora disponibile un dato definitivo, viene chiesta almeno una stima attendibile.
La vicenda ha assunto ulteriore rilievo dopo che il Municipio ha revocato la fattura relativa ai costi della viabilità per mancanza di una base legale sufficiente, nonostante prima dell’evento fosse stato raggiunto un accordo con gli organizzatori. Nell’atto si domanda quindi se gli impegni presi in fase preparatoria siano stati effettivamente rispettati e se, alla luce di quanto accaduto, il Municipio avrebbe oggi autorizzato il presidio nelle stesse modalità e nello stesso luogo.
L’interrogazione entra poi anche sul terreno politico e istituzionale. Viene chiesto se tra promotori, organizzatori o firmatari della richiesta di autorizzazione figurassero membri del Consiglio comunale e se alcuni di loro abbiano successivamente sottoscritto atti parlamentari sulla gestione, sui costi o sulle conseguenze della stessa manifestazione.
La domanda finale guarda al futuro: i disordini del 28 gennaio cambieranno i criteri con cui Mendrisio autorizzerà manifestazioni analoghe, soprattutto per ubicazione, sicurezza, responsabilità degli organizzatori e assunzione dei costi? Dopo una serata che ha mobilitato forze dell’ordine e risorse pubbliche, la risposta del Municipio dirà dove intende fissare il limite tra diritto di manifestare e tutela concreta della collettività.
Fonte: Interrogazione al Municipio di Mendrisio. Primo firmatario: Alessio Allio. Cofirmatari: Massimiliano Robbiani, Lorenzo Rusconi, Simona Rossini, Samuele Caimi e Nadir Sutter.










