I premi di cassa malati per il 2027 non sono ancora stati approvati, ma le prime stime fanno già temere una nuova stangata. Secondo quanto riferito dal Corriere del Ticino, bonus.ch prevede un aumento medio nazionale compreso tra il 4,5% e il 5%.
Si tratta per ora di una previsione, mentre l’annuncio ufficiale dell’Ufficio federale della sanità pubblica è ancora atteso. A complicare il quadro vi sono inoltre i ritardi di fatturazione legati al nuovo sistema tariffario ambulatoriale, che rendono più difficile interpretare l’andamento effettivo dei costi.
Con un’interrogazione presentata in Gran Consiglio, Andrea Censi chiede quindi al Consiglio di Stato quali dati siano stati trasmessi dagli assicuratori e dalla Confederazione per valutare i premi del prossimo anno. L’atto domanda anche quali informazioni il Cantone abbia richiesto senza ottenerle e in che misura queste lacune limitino la possibilità di controllare le proposte.
Sotto la lente finiscono in particolare le prestazioni non ancora fatturate. L’interrogazione chiede come venga verificata l’attendibilità delle relative stime e quali garanzie vi siano contro possibili doppi conteggi negli esercizi successivi. Il Governo è inoltre invitato a indicare gli scostamenti registrati in Ticino tra costi previsti ed effettivi dal 2023 al 2025.
Un altro punto riguarda la riduzione individuale dei premi. Censi chiede di calcolare il maggiore fabbisogno cantonale ipotizzando rincari del 3%, del 5% e del 7%, distinguendo la spesa complessiva, il contributo federale e l’onere netto per il Cantone.
L’interrogazione domanda infine quali risparmi possano essere ottenuti già nel 2027 intervenendo sui costi amministrativi della sanità, sugli acquisti e sulle duplicazioni organizzative. Per ogni misura il Governo dovrebbe indicare il risparmio previsto, il responsabile e i tempi di attuazione.
La richiesta politica è chiara: tutelare gli assicurati e finanziare l’eventuale maggiore sostegno ai premi senza aumentare le imposte e senza scaricare nuovi costi sui Comuni. Prima di chiedere ancora soldi alle famiglie ticinesi, occorre dimostrare che ogni aumento sia fondato su dati verificabili e che tutti i margini di risparmio siano stati sfruttati.











