Svizzera, 03 ottobre 2026

Con le dimissioni di Parmelin è lanciata la corsa alla sua successione, chi sono i favoriti per entrare in Consiglio federale?

Dopo 11 anni di permanenza in Consiglio federale, ieri Guy Parmelin ha annunciato le sue dimissioni. La corsa alla sua successione è dunque lanciata, e la stampa ha subito iniziato a intervistare potenziali candidati e allestire liste di chi l'anno prossimo succederà al vodese.

Salvo sorprese sempre possibili, la rosa dei potenziali candidati è si sta già delineandosi piuttosto chiaramente, grazie soprattutto a due fattori destinati a influenzare in modo decisivo l'elezione. Il primo fattore è la questione femminile con l'UDC che è l'unico grande partito a non aver mai avuto una donna in Consiglio federale. Il nome di una donna è apparso in una lista di candidati una sola volta: quello della zurighese Rita Fuhrer nel 2000, un quarto di secolo fa. La grigionese Eveline Widmer-Schlumpf fu espulsa dal partito nel 2007 dopo aver accettato l'elezione a scapito di Christoph Blocher (il suo successore fu poi Guy Parmelin).

Il secondo fattore è la rappresentazione regionale, questione sempre sensibile quando si tratta di eleggere un consigliere federale. Il seggio di Guy Parmelin rimarrà nella Svizzera romanda? Il bacino di candidati dell'UDC nella Svizzera romanda è piuttosto ristretto e resta poi da vedere quanto questo aspetto sarà preso in considerazione, sia dal partito che dall'Assemblea federale che eleggerà il futuro Consigliere federale. Attualmente sia la Svizzera romanda che il Ticino hanno un rappresentante in Consiglio federale, il che per alcuni potrebbe essere sufficiente.

Fra i nomi che cominciano a circolare, quella data per favorita è la consigliera agli Stati sangallese Esther Friedli. È considerata dai suoi colleghi di partito una politica competente e apprezzata trasversalmente. Di formazione politologa, è da molti anni compagna dell'ex leader dell'UDC Toni Brunner. Insieme gestiscono una locanda di campagna nel Toggenburg, la «Maison de la Liberté», considerata un centro di potere segreto dell'UDC. Tuttavia, non possiede il carisma oratorio di Toni Brunner e manca inoltre di esperienza in ruoli esecutivi.

Inoltre, se la scelta dovesse ricadere su Friedli, il Canton San Gallo rischierebbe di essere sovrarappresentato, data la presenza della consigliera federale Karin Keller-Sutter (PLR). Tuttavia, il consigliere nazionale Mike Egger sostiene che tale situazione non costituirebbe un ostacolo, come aveva già affermato quest'estate: «Ciò che conta è la competenza della persona, non la questione del cantone di provenienza».

Oltre a Friedli, anche il nome di Nathalie Rickli è da tempo tra quelli più frequentemente menzionati. Considerata da tempo una stella nascente dell'UDC, è stata eletta al Consiglio nazionale in giovane età e siede nel Consiglio di Stato zurighese dal 2019; questo ruolo le ha conferito una solida esperienza in un esecutivo. Volto noto ai media e conosciuta in tutta la Svizzera, Rickli ha gestito la crisi del COVID-19 in qualità di direttrice della sanità a Zurigo. Tuttavia, il suo dipartimento ha recentemente incontrato difficoltà nell'ambito dell'inchiesta sullo scandalo che ha coinvolto un ospedale zurighese.

Il suo profilo gioca a suo favore: Zurigo, di gran lunga il cantone più popoloso, non è rappresentato in Consiglio federale da diversi anni. Tuttavia, le tempistiche potrebbero giocare a suo sfavore, dato che ha in programma di ricandidarsi per il Consiglio di Stato zurighese nell'aprile del 2027. Riuscirà a condurre una campagna credibile per il Consiglio federale con così largo anticipo, rischiando una sconfitta bruciante? Oppure punterà tutto sul Consiglio federale, correndo il rischio di ritrovarsi senza alcun mandato?

Nella Svizzera romanda, un nome in particolare torna spesso al centro del dibattito: quello della vicepresidente dell'UDC ginevrina e consigliera nazionale Céline Amaudruz. «La questione di una candidatura si porrà solo se Guy Parmelin dovesse dimettersi», aveva dichiarato quest'estate al quotidiano Blick. Per l'esponente politica ginevrina è giunto il momento dei ringraziamenti e della riflessione. «Innanzitutto desidero ringraziare il signor Parmelin per quanto ha realizzato e rendere omaggio al suo impegno al servizio del nostro Paese», ha dichiarato al Blick in seguito alle dimissioni del consigliere federale. «Ora che la questione si pone, intendo prendermi il tempo necessario per riflettere con calma e discuterne con la mia famiglia, il mio datore di lavoro e il mio partito». Amaudruz siede al Consiglio nazionale dal 2011, annoverandosi così tra i membri più esperti del partito. Molto nota nella Svizzera romanda, gode di un'eccellente rete di contatti e generalmente aderisce alla linea ufficiale dell'UDC.

Al contempo, ha saputo mantenere una certa indipendenza sulle questioni sociali, ma è proprio questo aspetto che potrebbe giocarle a sfavore. In passato, Céline Amaudruz ha suscitato il malcontento di alcuni colleghi di partito esprimendo voti divergenti in Parlamento.

Giurista di formazione e gestore patrimoniale, Amaudruz è considerata anche una donna d'affari. Attualmente ricopre una posizione dirigenziale presso una banca ginevrina e presiede il consiglio di amministrazione del gruppo GMSA. Proprio questo incarico ha recentemente fatto notizia: Amaudruz ha chiesto al Parlamento un maggiore sostegno alle leguminose locali, un aiuto di cui potrebbe beneficiare anche il gruppo stesso.

Come potenziali successori sono stati menzionati anche candidati uomini dell'UDC provenienti dalla Svizzera tedesca. In prima linea figura Thomas Aeschi, capogruppo parlamentare. Questo consulente di Zugo è tra i politici più influenti del suo partito e, in qualità di capogruppo di lunga data, dispone di una vasta rete di contatti a Palazzo federale. Una candidatura al Consiglio federale non sarebbe una novità per lui: si era già candidato nel 2015 per succedere a Eveline Widmer-Schlumpf quando venne eletto Guy Parmelin. Tuttavia, Aeschi si distingue anche per una linea politica intransigente. È quindi una figura controversa non solo a sinistra, ma anche tra i partner di area borghese, come il PLR e Il Centro.



Anche la consigliera nazionale grigionese Magdalena Martullo-Blocher è considerata una potenziale candidata al Consiglio federale. Alla guida del gruppo EMS, è una figura di spicco a Berna. Pur risiedendo nel canton Zurigo, Magdalena Martullo-Blocher rappresenta i Grigioni al Consiglio nazionale dal 2015. All'interno del partito è una delle voci più influenti sulle questioni economiche ed europee e difende con fermezza la linea del partito. Tuttavia, è nota per la sua scarsa propensione al compromesso, aspetto che potrebbe rappresentare un ostacolo in vista di un'elezione al Consiglio federale.

Viene fatto anche il nome del consigliere nazionale zurighese Thomas Matter. Imprenditore ed ex banchiere, siede al Consiglio nazionale dal 2014 e appartiene all'influente corrente zurighese dell'UDC. All'interno del partito, Thomas Matter si è distinto soprattutto come esperto di questioni finanziarie. È inoltre noto al grande pubblico per i suoi interventi incisivi, talvolta persino provocatori.

Un argomento a favore di Thomas Matter potrebbe essere il fatto che Zurigo attualmente non rappresentato in Consiglio federale. Tuttavia, resta aperta la questione della sua capacità di ottenere una maggioranza in Parlamento: la sua linea UDC molto marcata potrebbe rendere difficile raccogliere i voti necessari al di fuori del proprio gruppo.

Tra i candidati in lizza per la carica in Svizzera romanda figura anche Nicolas Kolly, Consigliere nazionale friburghese. "È il momento di prendere atto dell'annuncio del Consigliere federale Parmelin, ringraziandolo per il suo eccellente impegno a favore del Paese", ha dichiarato l'eletto a «Blick». "La questione della sua successione si porrà nelle prossime settimane. A mio avviso, questo seggio dovrebbe andare a un candidato UDC della Svizzera romanda". Il politico friburghese comunicherà la propria decisione in un secondo momento.

Kolly è avvocato e siede in Consiglio nazionale dal 2023. In precedenza, ha fatto parte per molti anni del Gran Consiglio friburghese, dove ha anche guidato il gruppo UDC. Questo esponente friburghese bilingue appartiene alla giovane generazione del partito, ma è ancora poco noto a livello nazionale e la sua esperienza politica federale rimane limitata.

Un altro potenziale candidato romando è il Consigliere nazionale vodese Yvan Pahud, anch'egli poco conosciuto a livello nazionale. Venerdì 2 ottobre ha dichiarato: "L'incarico mi interessa, ma in questa fase devo riflettere bene". Di formazione forestale e imprenditore, siede anch'egli in Consiglio nazionale dal 2023, dopo essere stato sindaco di Sainte-Croix (VD) e deputato al Gran Consiglio vodese. Sul piano politico, si distingue in particolare per il suo impegno sulle questioni legate al mondo rurale.

Il principale punto di forza di Pahud risiede nelle sue origini. Grazie a lui, l'UDC potrebbe non solo mantenere il proprio seggio in Svizzera romanda, ma anche garantire la successione del vodese Guy Parmelin.

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