Lorenzo Quadri torna all’attacco della RSI e questa volta il bersaglio è il silenzio del Quotidiano sulla nuova svolta giudiziaria che riguarda Fiorenzo Dadò. In un post pubblicato su Facebook, il consigliere nazionale leghista accusa il servizio pubblico di non aver dato spazio all’annullamento del decreto d’abbandono per l’ipotesi di denuncia mendace a carico del presidente del Centro.
La notizia è tutt’altro che secondaria. La Corte dei reclami penali ha accolto il reclamo dell’ex presidente del Tribunale penale cantonale Mauro Ermani e ha annullato il decreto d’abbandono firmato dal procuratore generale Andrea Pagani. L’incarto torna quindi al Ministero pubblico per ulteriori approfondimenti. La decisione non stabilisce la colpevolezza di Dadò: cancella però l’abbandono e impone di proseguire gli accertamenti su questo filone.
Quadri contesta soprattutto la disparità di trattamento mediatico. Nel suo post scrive: «Si fosse trattato di un leghista, alla Pravda di Comano ci avrebbero fatto il servizio di apertura». E aggiunge: «200 franchi di canone sarebbero stati ancora troppi».
Ora, invece, secondo Quadri, la notizia dell’annullamento di quell’abbandono non avrebbe trovato spazio nel Quotidiano. Una scelta editoriale che il consigliere nazionale considera emblematica e che riapre il tema, già più volte sollevato dalla Lega, dell’equilibrio dell’informazione del servizio pubblico.
Sul piano giudiziario, intanto, il caso resta aperto: il decreto d’accusa per falsa testimonianza è stato impugnato da Dadò, mentre sulla denuncia mendace la CRP ha chiesto nuovi approfondimenti. Saranno quindi le prossime decisioni della magistratura a stabilire come proseguirà la vicenda.
Fonte: Facebook Lorenzo Quadri









