È un caso che solleva interrogativi sulle capacità delle autorità cantonali di riconoscere i documenti necessari affinchè uno straniero possa lavorare e fondarvi società commerciali. Si tratta di un cittadino kosovaro che ha fatto finta di essere francese presentando come passaporto un documento che però non attesta la sua nazionalità. Anche se somiglia in modo sorprendente a un passaporto francese sulla copertina compare la dicitura «titolo di viaggio» anziché «passaporto». Tali documenti vengono rilasciati, a seconda dei casi, a rifugiati, apolidi o persone che non sono in grado di ottenere documenti d'identità dal proprio Paese d'origine.
A quanto pare, questo documento è stato sufficiente a ingannare le autorità di Zurigo e Ginevra. Come riporta la testata zurighese «Tages-Anzeiger», il cittadino kosovaro, in possesso di questo lasciapassare, si è spacciato più volte per un cittadino francese il che gli ha permesso di beneficiare di agevolazioni per lavorare in Svizzera e persino di fondare delle imprese.
L'Ufficio della popolazione e delle migrazioni di Ginevra gli ha rilasciato, tra l'altro, un permesso per lavoratori frontalieri, che gli ha consentito di lavorare per un anno come portinaio. Sulle rive del lago di Zurigo, il kosovaro ha inoltre costituito due società, regolarmente iscritte nel Registro di commercio, riuscendo così a ottenere fraudolentemente un permesso di lavoro.
L'uomo, residente in Francia, è poi stato scoperto e condannato tramite decreto penale da un tribunale zurighese. La sentenza è definitiva: gli è stata inflitta una pena pecuniaria con la condizionale, oltre a una multa e al pagamento di spese processuali, per un importo complessivo di 1700 franchi.








