MENDRISIO – Le segnalazioni giunte ai Giovani UDC Ticino riguardo alla “Giornata Partecipazione Civile Giovanile”, svoltasi il 28 settembre al Liceo di Mendrisio, confermano una preoccupante deriva ideologica all’interno della scuola pubblica. L’iniziativa, presentata come un momento di promozione della cittadinanza attiva, si è trasformata nell’ennesimo episodio di indottrinamento a senso unico.
La giornata ha previsto la proiezione del documentario Come se non ci fosse un domani, dedicato alle azioni degli attivisti di Ultima Generazione. Il film legittima apertamente la “disobbedienza civile” come strumento politico, glorificando forme di estremismo e azioni illegali. Il contenuto è stato imposto a centinaia di studenti — per la maggior parte minorenni — senza un reale contraddittorio e senza una contestualizzazione pluralista.
Le successive tavole rotonde hanno confermato l’impostazione unilaterale dell’evento: un parterre omogeneo composto da accademici, giornalisti, dal regista e da alcuni protagonisti del film, tutti riconducibili alla medesima area politico-culturale. A ciò si sono aggiunti spazi espositivi concessi ad associazioni perlopiù della stessa matrice ideologica, trasformando il Liceo in una vetrina promozionale per la militanza di parte. Per trasparenza, precisiamo che anche i Giovani UDC Ticino erano stati invitati, ma hanno scelto di non partecipare per non fungere da alibi a un’impostazione palesemente squilibrata.
Una scuola neutrale non è una scuola meno politica: è una scuola più pluralista
La questione va oltre il singolo evento. La scuola deve formare cittadini dotati di senso critico: persone capaci di distinguere i fatti dalle interpretazioni e dalla propaganda, riconoscere i presupposti di un ragionamento, ascoltare posizioni contrarie, rivedere le proprie convinzioni e abitare la complessità senza rifugiarsi in facili risposte ideologiche.
È fondamentale che gli studenti mantengano viva la curiosità intellettuale, soprattutto quando si tenta di far credere loro che il mondo sia già del tutto spiegato.
La neutralità educativa non significa evitare i temi controversi, ma impedire che l’autorevolezza dell’istituzione e del docente si trasformi in uno strumento di persuasione. L’autorità dell’insegnante deve servire a formare il giudizio autonomo degli studenti, non a sostituirvisi; il suo compito è trasmettere un metodo, promuovere l’analisi rigorosa delle fonti, coltivare l'abitudine alla verifica ed esporre la pluralità delle prospettive esistenti.
Il pluralismo che chiediamo non è una banale spartizione tra destra e sinistra, bensì l’opportunità concreta di confrontare tesi, fonti e obiezioni, esercitarsi nel contraddittorio e maturare un pensiero davvero libero, critico, consapevole e informato.
Nasce la piattaforma “Scuola Neutrale”
Per contribuire che la scuola pubblica ritorni un luogo di formazione neutrale, pluralista e rispettoso, i Giovani UDC Ticino lanciano la piattaforma Scuola Neutrale: una piattaforma attraverso la quale studenti, genitori, docenti e cittadini di qualsiasi età potranno segnalare in modo semplice e sicuro episodi di propaganda politica, comportamenti inopportuni, violazioni della neutralità o attività scolastiche sbilanciate.
La piattaforma — accessibile online e utilizzabile anche in forma anonima — permetterà di raccogliere testimonianze, documenti, programmi di eventi, materiali didattici e segnalazioni puntuali. Questi elementi verranno analizzati per identificare tendenze problematiche e formulare interventi istituzionali mirati.
Giovani UDC Ticino









