Roberto Badaracco critica il via libera a via Giuliano Bignasca. Il vicesindaco di Lugano e presidente della Commissione stradario contesta la scelta della maggioranza del Municipio, che il 15 ottobre ha deciso di dedicare al fondatore della Lega il primo tratto di via Pietro Capelli, lungo il Cassarate.
Al Corriere del Ticino, Badaracco parla di un precedente e afferma: «ha insomma prevalso l’emotività e la ragion di Stato». Una lettura che attribuisce dunque il riconoscimento al Nano a una scelta emotiva e agli equilibri politici dell’Esecutivo.
La Commissione da lui presieduta aveva espresso un preavviso negativo. Il motivo richiamato era la prassi di riservare le intitolazioni politiche agli ex sindaci o a personalità capaci di raccogliere consensi trasversali.
La posizione era già emersa a giugno. Nell’edizione del 25 giugno, il Corriere riportava queste parole di Badaracco: «Non esistono resistenze di natura politica o ideologica». Il vicesindaco sosteneva che l’ostacolo fosse tecnico, legato alla prassi consolidata della Città.
Anche laRegione, il 23 giugno, aveva riferito la risposta di Badaracco in Consiglio comunale: il preavviso della Commissione era contrario e il criterio invocato riguardava ex sindaci e figure politiche condivise. Il dissenso attuale arriva quindi dopo mesi di obiezioni fondate sui criteri dello stradario.
Prima il richiamo alla prassi, ora la critica all’emotività: Badaracco continua a contestare il percorso che porterà il nome di Bignasca su una strada di Lugano. La maggioranza del Municipio ha deciso di procedere comunque.








