SOS Ticino lamenta le difficoltà finanziarie, ma quanto pesa sui conti il costo della sua struttura? È la domanda al centro dell’articolo di Andrea Stern sul Mattino della domenica, che mette sotto esame le remunerazioni dei dirigenti e la dipendenza dell’organizzazione dai finanziamenti pubblici.
Secondo le cifre riportate dal settimanale, i quattro membri della direzione percepiscono, per un impiego a tempo pieno, stipendi annui compresi tra 116’847 e 136’994 franchi. La progressione salariale prevista per il direttore può arrivare fino a 162’300 franchi: un tetto potenziale, dunque, distinto dalla remunerazione attuale. Il Mattino parla di aumenti salariali, senza però quantificarne nel testo l’entità individuale.
Il dato che alimenta la polemica è il disavanzo di 386’772 franchi. Nel rapporto annuale citato dal giornale, il responsabile finanze e amministrazione Luca Paganetti descrive il risultato come il più sfavorevole della storia recente dell’organizzazione. Tra le spese che hanno pesato vengono indicati il potenziamento della direzione, il rafforzamento del supporto informatico e amministrativo e gli investimenti in comunicazione e raccolta fondi.
Sul fronte delle entrate, il settimanale riporta un budget di circa 18,5 milioni di franchi, con poco più di 60mila franchi provenienti da donazioni e quote sociali. Circa 380mila franchi arriverebbero invece dai prodotti e servizi degli atelier dei programmi occupazionali temporanei. A sostenere l’attività sono soprattutto i finanziamenti pubblici.
Sempre secondo il Mattino, il Cantone avrebbe versato nell’anno considerato 7,4 milioni di franchi, oltre 600mila in più rispetto all’esercizio precedente e oltre due milioni in più rispetto al 2023. Il giornale indica inoltre circa sei milioni di entrate per il patrocinio legale dei richiedenti l’asilo.
La contestazione del settimanale riguarda quindi le priorità di spesa: mentre il presidente Michele Ghielmini denuncia nella relazione annuale le difficoltà provocate dai risparmi statali, l’organizzazione sostiene maggiori costi interni.










