Si presentava agli appuntamenti presso l'Ufficio delle assicurazioni sociali di San Gallo munito di bastone bianco e accompagnato dalla moglie, sostenendo di essere affetto da una grave disabilità. Nella vita quotidiana, tuttavia, l'uomo conduceva un'esistenza ben più attiva: era in grado di pilotare un'imbarcazione, dedicarsi al giardinaggio e persino guidare un'automobile.
La coppia, originaria del canton Lucerna e nel frattempo divorziata, è stata condannata per truffa professionale, come riporta il quotidiano «Linth-Zeitung». Tra il 2005 e il 2014, l'uomo ha percepito una rendita completa dell'assicurazione invalidità (AI) e della previdenza professionale (LPP). Adduceva svariati problemi di salute: attacchi di panico e vertigini, incontinenza urinaria, gravi disturbi della vista e persino pensieri suicidi. L'ex moglie aveva assicurato alle autorità che il marito riusciva a malapena ad alzarsi dal letto da solo, figuriamoci a guidare un'auto.
Nell'agosto 2013, la SVA ha ricevuto una segnalazione secondo cui l'uomo stesse simulando i propri problemi di salute. Tra il novembre 2013 e il marzo 2014 è stata quindi disposta un'attività di sorveglianza e gli investigatori hanno constatato che l'uomo si muoveva senza alcuna difficoltà, portava fuori la spazzatura, faceva giardinaggio e utilizzava il telefono cellulare senza problemi. È stato inoltre avvistato più volte al volante di un'auto o al comando di un'imbarcazione. Eppure, quando è stato nuovamente convocato presso la SVA, si è presentato munito di bastone bianco e di una fascia lombare.
Il 6 ottobre, gli ex coniugi sono comparsi davanti al tribunale distrettuale di Uznach. L'accusa contestava loro di aver percepito indebitamente quasi 571'000 franchi in rendite e prestazioni. Secondo la «Linth-Zeitung», gli imputati si sono rifiutati di rilasciare dichiarazioni in merito ai fatti loro addebitati. Un perito ha descritto l'uomo come una persona «teatrale e incline a drammatizzare».
Il tribunale ha riconosciuto colpevoli entrambi gli ex coniugi, limitando però il giudizio ai fatti commessi tra l'agosto 2012 e il gennaio 2017, a causa della prescrizione. Entrambi sono stati condannati a pene detentive con la condizionale; dovranno scontare la pena solo in caso di recidiva durante il periodo di prova di tre anni.
Ciascuno di loro dovrà inoltre versare 95'000 franchi allo Stato a titolo di credito compensativo. L'abitazione di cui sono comproprietari non potrà essere trasferita ai loro figli e l'uomo dovrà inoltre farsi carico di oltre 81'000 franchi di spese processuali, mentre per l'ex moglie l'importo ammonta a oltre 36'000 franchi.
Questa vicenda emerge in un contesto in cui è stato recentemente rivelato che la Svizzera ha erogato all'estero quasi 40 milioni di franchi in eccesso sotto forma di rendite AVS e AI, in particolare a favore di persone che non ne avevano più diritto. A fine marzo, i crediti ancora pendenti ammontavano a 17 milioni di franchi, di cui 300'000 considerati inesigibili.
Il recupero di tali somme erogate erroneamente si rivela spesso complesso in quanto il diritto di richiederne il rimborso cade solitamente in prescrizione cinque anni dopo il versamento. Tuttavia, in presenza di un reato, come nel caso di una frode, tale termine può essere esteso da sette a quindici anni. Il problema è che gli autori di queste frodi sono spesso nullatenenti o quasi e quindi non è possibile che rendino indietro alcunchè.










