Razzi contro le pattuglie, agenti feriti e veicoli danneggiati. Per la Federazione Svizzera dei Funzionari di Polizia (FSFP), il voto del 29 novembre 2026 sull’iniziativa «Per una limitazione dei fuochi d’artificio» riguarda anche la sicurezza di chi interviene sulle strade. La Federazione sostiene norme più severe, «senza in nessun caso volere mettere in discussione le nostre tradizioni secolari». Il problema è concreto: gli articoli pirotecnici diventano strumenti di aggressione contro la polizia.
Nel comunicato, la FSFP cita diversi episodi. Nella notte tra il 17 e il 18 ottobre, durante una manifestazione non autorizzata a Berna, gli agenti sono stati bersagliati con articoli pirotecnici e altri oggetti, dovendo ricorrere più volte a mezzi coercitivi per proteggersi. Nessun ferito, secondo le informazioni disponibili. L’11 ottobre, nella zona della Hardplatz a Zurigo, gli attacchi con razzi avevano invece provocato il ferimento di un agente e danni ingenti a diversi veicoli della polizia.
A Lucerna, durante il Capodanno 2025/2026, due agenti erano stati colpiti e feriti da fuochi d’artificio; un’altra agente aveva riportato ferite in seguito ad aggressioni fisiche. Nella stessa notte, nel solo Canton Zurigo, erano arrivate circa 130 segnalazioni per accensioni improprie o utilizzo pericoloso di petardi. Oltre 30 riguardavano Comuni dove era già in vigore un divieto. Interventi che assorbono personale e costringono le pattuglie a esporsi a ulteriori rischi.
La FSFP vede in una regolamentazione nazionale uniforme uno strumento per limitare l’accesso a determinati articoli pirotecnici. Non promette però di eliminare le aggressioni: «L’iniziativa non potrà impedire completamente gli attacchi mirati contro le forze d’intervento». La considera una misura di protezione all’interno di un quadro più ampio. La richiesta è netta: chi garantisce la sicurezza della popolazione deve poter lavorare con la migliore protezione possibile contro i pericoli evitabili.









