Sport, 25 ottobre 2020

Lugano: una ripartenza dalla quarantena che fa sorridere

La vittoria ottenuta venerdì in casa per 4-3 contro il Davos fa ben sperare in casa Lugano: la tenuta fisica, ovviamente, non poteva essere al meglio ma questa squadra è un piacere per gli occhi

LUGANO – Ebbene sì: dopo una quarantena per Covid si può ripartire. Magari con gli stessi pregi e difetti di prima, magari con una tenuta fisica non perfetta (e ci mancherebbe), magari con qualche lacuna da sistemare, ma si può ripartire col sorriso. La metafora del difficile momento che stiamo vivendo un po’ tutti, dei problemi che stiamo affrontando nella vita di tutti i giorni, venerdì sera l’ha raccontata il Lugano, quando è tornato in pista dopo un periodo di isolamento fiduciario e di “bolla”, battendo sul ghiaccio amico il Davos.

E a dirla tutta, sugli spalti della Cornèr Arena c’era la voglia di mangiarsi le mani, la mascherina e tutto il possibile perché la truppa di Pelletier, tornata a respirare aria di casa e di tifo – fin quando sarà possibile, al momento non è dato saperlo – avrebbe serenamente potuto brindare al ritorno sul ghiaccio con 3 punti, invece dei 2 conquistati grazie al guizzo di Arcobello all’overtime. Un overtime, in cui – a essere onesti – il Lugano ha subito per 1-2’ il gioco del Davos, che si era conquistato il diritto di giocarsi il punto supplementare grazie alla rete di Nygren a 2” dall’ultima sirena.
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Questo anche perché i bianconeri hanno mostrato quei pregi e difetti che avevano già denotato a inizio stagione: in attacco Arcobello e compagni creano, giocano, si trovano a meraviglia… ma spesso manca l’ultima stoccata. E… chiamate arbitrali al limite – leggasi penalità dubbia inflitta a Nodari nel primo periodo e quella non fischiata a Boedker a pochi istanti dal 60’ – se non la butti dentro appena puoi, se non riesci a gestire il ritorno degli avversari, anche per alcuni problemi in fase difensiva… poi soffri.

E se a questo aggiungiamo una condizione fisica che OVVIAMENTE non poteva essere ottimale, viste le 2 settimane di mancanza del ritmo partita… Ma in ogni caso questo Lugano fa davvero ben sperare: vedere il gioco lineare e fluido che Il Fazz e i suoi disegnano sul ghiaccio, la voglia e la cattiveria con cui chiunque prova a lanciarsi su ogni disco come se fosse l’ultimo della stagione, il forechecking alto e produttivo e il powerplay che a momenti incanta… beh, sono tutti elementi che non possono non far sognare un po’ i tifosi bianconeri. Sogni che, si spera, potranno essere vissuti ancora a lungo direttamente sugli spalti e non sul divano di casa…

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