Ticino, 05 marzo 2021

Espulso per debiti, se la prende con la Posta

In assistenza e oberato dai debiti, un cittadino congolese deve lasciare il Ticino, dove vive dal 2009. Anche il Tribunale amministrativo cantonale (TRAM) ha in sostanza confermato la decisione con cui il 22 giugno 2020 la Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni gli ha negato il rilascio di un permesso di domicilio C e gli ha revocato il permesso di dimora B.
 
Nella sentenza pubblicata ierii dal TRAM si legge che al cittadino congolese, classe 1991, è stato revocato il permesso poiché “nonostante l’ammonimento inflittogli nel 2017 è da lungo tempo a carico dell’assistenza pubblica e oberato dai debiti”.
 
Lui ha contestato la decisione presentando un ricorso al Consiglio di Stato ma questi l’ha dichiarato irricevibile a causa del mancato versamento dell’anticipo.
 
Allora il congolese ha presentato un secondo ricorso, al TRAM, sostenendo di non aver pagato l’anticipo perché “La Posta non gli avrebbe lasciato
nella sua buca lettere l’avviso di ritiro di tale raccomandata”.
 
Ma dalle informazioni estrapolabili dal servizio “track and trace” della Posta è invece emerso che la raccomandata era giunta a destinazione. A causa dell’impossibilità di consegnarla direttamente al destinatario, il postino aveva depositato nella buca lettere dell’uomo un avviso di ritiro presso il più vicino ufficio postale.
 
D’altronde la raccomandata non avrebbe dovuto essere una sorpresa per il congolese. “Avendo inoltrato un ricorso dinnanzi al Consiglio di Stato – scrivono i giudici del TRAM – l’insorgente doveva attendersi che quest’ultima autorità gli avrebbe potuto notificare degli atti processuali”.
 
I giudici non hanno quindi dato seguito alla tesi di un presunto comportamento scorretto da parte del personale della Posta e hanno respinto il ricorso del cittadino congolese, per altro presentato in ritardo.

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