Ticino, 28 gennaio 2025

Mandati pubblici e truffe sui crediti COVID: interrogazione della Lega al Consiglio di Stato

Il capogruppo della Lega dei Ticinesi, Boris Bignasca, insieme a diversi colleghi di movimento, ha presentato un’interrogazione al Consiglio di Stato riguardante presunti legami tra aziende coinvolte in truffe sui crediti COVID e mandati pubblici affidati dall’amministrazione cantonale ticinese.
 

L’iniziativa nasce a seguito di un articolo del Corriere del Ticino che ha riportato la condanna di un direttore per frodi legate ai crediti COVID. La situazione, secondo Bignasca, solleva dubbi sia sul piano etico sia sulla trasparenza nella gestione dei contratti pubblici.
 

Le domande sollevate dalla Lega


1. Verifica e trasparenza:

-Sono in corso controlli per identificare eventuali aziende implicate in truffe che abbiano rapporti contrattuali con lo Stato?

-Quali meccanismi di controllo vengono attuati per evitare che imprese coinvolte in reati gravi possano ottenere o mantenere mandati pubblici?

2. Gestione dei mandati esistenti:

-Quali misure intende adottare il Governo verso le aziende condannate per frodi sui crediti COVID che hanno contratti in corso?

-È prevista la sospensione o la revoca immediata di tali mandati? In caso contrario, quali motivazioni giustificherebbero la prosecuzione di questi rapporti?


3. Tutela dell'immagine dello Stato:

-Quali iniziative verranno intraprese per salvaguardare la trasparenza e l'integrità delle collaborazioni commerciali dello Stato

4.Responsabilità interne:

-Sono previste verifiche o indagini per accertare eventuali responsabilità da parte degli uffici cantonali che hanno affidato mandati a tali aziende?
 

Obiettivo: garantire legalità e trasparenza

La Lega dei Ticinesi sottolinea l'importanza di ottenere risposte puntuali dal Governo per ristabilire fiducia e trasparenza nei rapporti tra l’amministrazione cantonale e i partner privati.
 

Bignasca e i firmatari dell’interrogazione chiedono misure concrete per assicurare il rispetto della legalità e il corretto impiego dei fondi pubblici, evitando collaborazioni con aziende macchiate da gravi reati finanziari.
 

Ora spetta al Consiglio di Stato fornire i chiarimenti richiesti e illustrare eventuali azioni correttive.


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