Eddy: domenica si parte, con una delle corse che lei ha vinto due volte (1969 e 1975), il Giro delle Fiandre.
Conosco benissimo quelle strade, ci sarò passato un milione di volte. Ho bellissimi ricordi della mia infanzia legati proprio a questa corsa: quando ero bambino andavo sul percorso a vedere il passaggio dei corridori, sui quali si leggeva in voltola sofferenza per gli sforzi che facevano su un tracciato durissimo. Per noi era l’evento per eccellenza, lo aspettavano come si aspetta un campionato del mondo di calcio. In carriera l’ho vinta due volte, non scontato, vista la concorrenza e visto che allora il mio connazionale Eric Leman era quasi intrattabile su quel percorso (tre vittorie, ndr).
Veniamo al presente: chi vince domenica a Oudenaarde?
Un nome su tutti: Mathieu Van der Poel! Alla Sanremo è stato bravissimo a rintuzzare tutti gli attacchi di Pogacar. Sui muri saranno soprattutto loro a giocarsi la corsa. Lo sloveno ha già dimostrato di poterlo battere. Mi aspetto un duello tiratissimo. Come terzo incomodo metterei Mads Pedersen. Ha la gamba buona ed è uno che non molla mai.
Pogacar che però correrà la Roubaix.
Ha deciso di correre, d’accordo con i suoi dirigenti. Una decisione secondo me saggia; . lo sloveno deve gareggiare quando ne ha voglia e se la sente. E sono convinto che non andrà alla Roubaix per fare la comparsa. Andrà per vincere!
Parlando di Roubaix ci viene in mente che Van der Poel potrebbe puntare alla doppietta (con il Fiandre).
Mathieu si è preparato benissimo durante l’inverno correndo e dominando nel ciclocross. Arriva motivatissimo alle classiche e fisicamente non teme rivali. Anche sui ciotoli francesi può fare la differenza. Spero che ci sia anche Filippo Ganna, un corridore che ha qualità e che ha bisogno di rompere il ghiaccio. Secondo me può diventare un gande protagonista delle corse di un giorno.
Dalle Fiandre alla Roubaix per finire con le Ardenne. Per ricordare, anche, che lei ha vinto cinque volte la Liegi-Bastogne-Liegi.
Un record. Ma ai miei tempi il tracciato era più duro, vincere la Doyenne era complicato. Non si staccava mai il piede dall’acceleratore, una gara quasi sempre condizionata dal maltempo. Ho dei buoni ricordi. Questa classica è fatta su misura su Pogacar, che del resto l’ha già vinta.
Dopo le Strade Bianche e la Milano- Sanremo, che hanno caratterizzato la prima fase primaverile e che da sempre sono prove imprevedibili e di difficile lettura, da domenica prossima si torna sui muri, sulle pietre e sulle strade fangose. Come si diceva prima, non mancheranno le emozioni. Sentiamo Eddy Merckx.
Il mese di aprile è il mese del ciclismo! Le classiche del Nord hanno reso famoso questo sport per le difficoltà e le sofferenze che i ciclisti debbono superare per arrivare sino in fondo alla corsa. Parlo dei protagonisti ma anche di coloro che magari trascorrono la giornata nelle retrovie. Non so cosa pensino i grandi corridori di oggi: ma vincere un Fiandre o una Roubaix è come vincere un Mondiale.
M.A.
Parlando di Roubaix ci viene in mente che Van der Poel potrebbe puntare alla doppietta (con il Fiandre).
Mathieu si è preparato benissimo durante l’inverno correndo e dominando nel ciclocross. Arriva motivatissimo alle classiche e fisicamente non teme rivali. Anche sui ciotoli francesi può fare la differenza. Spero che ci sia anche Filippo Ganna, un corridore che ha qualità e che ha bisogno di rompere il ghiaccio. Secondo me può diventare un gande protagonista delle corse di un giorno.
Dalle Fiandre alla Roubaix per finire con le Ardenne. Per ricordare, anche, che lei ha vinto cinque volte la Liegi-Bastogne-Liegi.
Un record. Ma ai miei tempi il tracciato era più duro, vincere la Doyenne era complicato. Non si staccava mai il piede dall’acceleratore, una gara quasi sempre condizionata dal maltempo. Ho dei buoni ricordi. Questa classica è fatta su misura su Pogacar, che del resto l’ha già vinta.
Dopo le Strade Bianche e la Milano- Sanremo, che hanno caratterizzato la prima fase primaverile e che da sempre sono prove imprevedibili e di difficile lettura, da domenica prossima si torna sui muri, sulle pietre e sulle strade fangose. Come si diceva prima, non mancheranno le emozioni. Sentiamo Eddy Merckx.
Il mese di aprile è il mese del ciclismo! Le classiche del Nord hanno reso famoso questo sport per le difficoltà e le sofferenze che i ciclisti debbono superare per arrivare sino in fondo alla corsa. Parlo dei protagonisti ma anche di coloro che magari trascorrono la giornata nelle retrovie. Non so cosa pensino i grandi corridori di oggi: ma vincere un Fiandre o una Roubaix è come vincere un Mondiale.
M.A.