Svizzera, 25 gennaio 2026

Attacchi dall’Italia, parla Lelia Guscio: «Trattamento inaccettabile»

Dopo Crans-Montana, accuse e processi mediatici. L’ex deputata leghista non usa mezzi termini.

CRANS-MONTANA - Dopo la tragedia di Crans-Montana, la Svizzera è finita sotto attacco da parte di media e ambienti istituzionali italiani. Un clima che Lelia Guscio, già deputata in Gran Consiglio per la Lega dei Ticinesi, definisce senza giri di parole «semplicemente inaccettabile».

 

Secondo Guscio «la nostra Confederazione, spesso indicata come esempio di nazione perfetta, viene dipinta come colpevole per principio». E aggiunge: «Verosimilmente i vicini a sud palesano forti vuoti di memoria, visto che sul loro territorio sono avvenute innumerevoli sciagure, spesso gestite in malo modo, con presunti colpevoli ancora tranquillamente al loro domicilio».


 

Sul fronte svizzero, l’ex deputata richiama la linea istituzionale: «Come sottolineato dal presidente della Confederazione durante la giornata di lutto, e dal presidente del Consiglio di Stato vallesano, il dopo Crans-Montana deve portare a un’indagine dettagliata e approfondita, per individuare le cause del rogo e sanzionare severamente chi ne è all’origine». Non solo: «Bisognerà gettare basi solide affinché simili tragedie non accadano più».
 

Guscio è critica anche verso alcune reazioni locali: «Non basta fare i muli ed evitare di scusarsi come il sindaco di Crans-Montana per difendere il proprio ex-paradiso. Servono persone capaci, sicure del loro incarico e consapevoli di lavorare per l’intera Svizzera». E sul Consiglio federale conclude: «Una presa di posizione sarebbe stata opportuna se tempestiva. Ora, dopo quasi tre settimane, non ha più molto senso».
 

Fonte: dichiarazione di Lelia Guscio su MDD, 18.1.2026

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