Roma si è fermata per rendere omaggio a Valentino Garavani, scomparso il 19 gennaio all’età di 93 anni. Nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, in piazza della Repubblica, si sono svolti i funerali dello stilista che più di ogni altro ha incarnato l’eleganza italiana nel mondo. Dopo due giorni di camera ardente in piazza Mignanelli, che hanno visto un afflusso di migliaia di persone, la capitale ha accolto l’ultimo saluto a uno dei suoi figli più illustri.
Il feretro è arrivato in Basilica poco dopo le undici, accompagnato dalle note della Lacrimosa di Mozart. L’allestimento, rigorosamente dominato dal bianco, ha richiamato lo stile essenziale e raffinato di Valentino, con un tocco di rosso scelto da molti presenti come segno simbolico di omaggio allo stilista. A celebrare la funzione è stato don Pietro Guerini, che nell’omelia si è rivolto a Garavani come a un maestro capace di trasformare la bellezza in un linguaggio universale, ringraziandolo per i sogni e le visioni che ha saputo regalare a milioni di persone.
Tra i banchi della Basilica, accanto a rappresentanti delle istituzioni e del mondo culturale, erano presenti numerose personalità internazionali della moda e dello spettacolo. Roma ha dovuto riorganizzare viabilità e trasporti per gestire una partecipazione straordinaria, segno di quanto Valentino fosse amato ben oltre i confini dell’alta moda.
Dietro l’impero Valentino c’è stata per oltre mezzo secolo anche la figura discreta ma centrale di Giancarlo Giammetti. I due si incontrarono nel 1960 e da allora condivisero un lungo percorso umano e professionale. Accanto a un sodalizio lavorativo che ha contribuito a costruire il successo globale della Maison, Valentino e Giammetti hanno vissuto anche una relazione sentimentale durata dodici anni, resa pubblica solo molti anni dopo. Terminato l’amore, il loro legame si è trasformato in un rapporto profondo e fraterno, che non si è mai spezzato e che ha dato vita a una vera e propria “famiglia allargata”, rimasta accanto allo stilista fino alla fine.
Valentino Garavani non ha avuto figli, ma ha lasciato un’eredità enorme, non solo creativa. Il suo patrimonio personale è stimato in oltre un miliardo di euro ed è il risultato di decenni di lavoro, investimenti e operazioni strategiche. Già alla fine degli anni Novanta aveva ceduto il marchio, avviando una serie di passaggi di proprietà che hanno portato la Maison Valentino a essere oggi una delle realtà più solide del lusso internazionale. Attualmente il gruppo vede Mayhoola come azionista di maggioranza e Kering come socio di minoranza, con una presenza in oltre cento Paesi e un fatturato che supera il miliardo di euro.
Accanto al valore industriale della Maison, resta il patrimonio personale dello stilista: residenze iconiche in Italia e all’estero, dalla villa sull’Appia Antica al superattico in via Condotti, dalla casa di Capri a proprietà a Londra, Parigi, New York e Gstaad. A completare questo universo privato, uno yacht di 47 metri e una collezione d’arte di altissimo livello, costruita nel tempo seguendo un gusto raffinato che ha sempre intrecciato moda e arte.
Con la sua scomparsa, Valentino Garavani lascia un vuoto profondo, ma anche un segno indelebile. La sua idea di bellezza, fatta di rigore, sogno e perfezione, continuerà a vivere nelle sue creazioni, nella Maison che porta il suo nome e nella memoria collettiva di un Paese che oggi lo ha salutato come si salutano i grandi: con rispetto, commozione e gratitudine.





