Il Primo Ministro italiano Giorgia Meloni ha incontrato lunedì a Roma l'ambasciatore d'Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, e ha in seguito deciso di trattenerlo a Roma finchè la Svizzera non accetterà che l'Italia partecipi alle indagini sull'incendio di Crans-Montana. L'ambasciatore è stato richiamato a Roma sabato in seguito alla decisione di venerdì del Tribunale delle Misure Coercitive del Vallese di disporre la scarcerazione di Jacques Moretti, proprietario del bar “Constellation” in cui lo scorso capodanno è scoppiato l'incendio che ha ucciso 40 persone. La decisione di Roma è stata annunciata lunedì sera Palazzo Chigi, sede del governo, secondo quanto riportano le agenzie di stampa italiane Ansa e Adnkronos. All'incontro hanno partecipato anche il Sottosegretario di Stato Alfredo Mantovano, braccio destro di Meloni, e il Procuratore Generale Gabriella Palmieri Sandulli.
Secondo il comunicato del governo italiano, "si è deciso di subordinare il rientro dell'ambasciatore in Svizzera all'instaurazione di un'efficace cooperazione tra le autorità giudiziarie di entrambi i Paesi e all'immediata costituzione di una squadra investigativa congiunta per determinare, senza ulteriori indugi, i responsabili della strage di Crans-Montana". La decisione di rilasciare il proprietario del bar "Le Constellation" ha ulteriormente alimentato il malcontento in Italia questo fine settimana.
La rabbia di Roma contro la giustizia svizzera è stata accolta con incomprensione tra i politici di Palazzo federale. L'avvocato e membro del Consiglio degli Stati Andrea Caroni (PLR/AI) è stato particolarmente critico nei confronti di questa escalation verbale. "Roma farebbe meglio ad affrontare i problemi dello Stato di diritto italiano, piuttosto che esercitare pressioni politiche sulle procedure svizzere", ha affermato Caroni, interpellato da “20 minutes”.
"Bisognerebbe ricordare loro la separazione dei poteri, che, si spera, si applichi anche in Italia". La Consigliera nazionale Farah Rumy (PS/SO), esperta di politica estera, ha trovato "perfettamente comprensibile" che questa tragedia stia suscitando forti emozioni. Tuttavia, ritiene fondamentale non confondere giustizia e diplomazia: "Un'escalation attraverso dichiarazioni mediatiche non aiuta nessuno, né a chiarire questa tragedia né nelle relazioni bilaterali".
"Crans-Montana è stata una tragedia terribile. È comprensibile che l'Italia reagisca politicamente", concorda Elisabeth Schneider-Schneiter (Centro/BL). Ma la pressione esercitata dall'Italia sulla giustizia svizzera è, a suo avviso, "una novità" e "incomprensibile". Secondo lei, il Consiglio federale ha un ruolo da svolgere. Da un lato, deve cercare il dialogo con l'Italia e rafforzare la fiducia nello Stato di diritto svizzero. Dall'altro, la Confederazione deve anche fare tutto il possibile per garantire che i procedimenti in corso si svolgano in modo impeccabile, ritiene la deputata centrista.
Il professore di diritto penale e membro del Consiglio degli Stati Daniel Jositsch (PS/ZH) ha da parte sua difeso la liberazione di Jacques Moretti. "Per quanto ne so, non c'è motivo di tenere Jacques Moretti in custodia cautelare" ha affermato domenica sul SonntagsZeitung. Jositsch si è persino detto sorpreso che il francese sia stato incarcerato. Secondo la legge, la custodia cautelare in carcere è consentita solo per reati gravi e a determinate condizioni, ha sottolineato lo zurighese. "Il reato in questione è omicidio colposo per negligenza. Nel Codice penale, si tratta di un reato di media gravità".





