Ticino, 26 febbraio 2026

Lugano, esplode il caso del detenuto eritreo: “Remigrarlo subito”. Sanvido, Wicht e Gaberell all'attacco.

LUGANO - A Lugano infuria il dibattito su un cittadino eritreo attualmente detenuto, già beneficiario in passato di assistenza sociale. Il caso è diventato politico dopo le prese di posizione di esponenti della Lega dei Ticinesi, che puntano il dito contro i costi pubblici: vitto, alloggio, cure mediche, avvocato d’ufficio. Spese che, ricordano, ricadono sui contribuenti.

Il consigliere comunale Omar Wicht non usa mezzi termini: «Ciò che fa più schifo di tutto è che ha preso l’assistenza sociale per un periodo… poi ci sono famiglie ticinesi che faticano ad arrivare a fine mese con cassa malati alle stelle e ora manteniamo sto eritreo ancora in carcere». E conclude: «Remigrarlo subito nel suo paese!».

Sulla stessa linea Andrea Sanvido, vicecagruppo LEGA in Gran Consiglio: «Altro che tenerlo qui a carico dei contribuenti, con vitto e alloggio pagato. Se le carceri sono affollate allora si incominci a rispedire coloro che hanno un permesso al proprio paese di provenienza e che siano loro ad occuparsene».

Dido Gaberell, del Movimento Giovani Leghisti, aggiunge: «Più di 200 interventi in 1 anno per 1 persona così… e NOI PAGHIAMO». Il riferimento è ai ripetuti interventi di polizia e servizi pubblici. Sullo sfondo resta la questione politica: priorità ai residenti, rimpatri più rapidi e tolleranza zero sugli abusi.

Fonte: Tio.ch;dichiarazioni pubbliche sui social 

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