Ticino, 19 agosto 2026

Aiuti sociali agli stranieri, ma le case all’estero chi le controlla?

Omar Wicht interroga il Municipio di Lugano: nel mirino le verifiche sui patrimoni, i possibili prestanome e le dichiarazioni presentate dai titolari di permesso B e C.

A Lugano si torna a parlare di aiuti sociali, stranieri e patrimoni posseduti oltre confine. Il consigliere comunale leghista Omar Wicht ha presentato un’interrogazione al Municipio per capire quali verifiche vengano realmente svolte sulle dichiarazioni economiche di chi richiede prestazioni come assistenza sociale, AFI e API.
 

Per accedere a questi aiuti, i richiedenti devono dichiarare redditi e sostanza, compresi eventuali conti o immobili detenuti all’estero. Nel caso dei cittadini stranieri con permesso B o C, la situazione economica può incidere non soltanto sul diritto alle prestazioni, ma anche sulla valutazione del soggiorno.
 

Il punto sollevato da Wicht riguarda soprattutto i beni immobiliari nei Paesi d’origine. Secondo il consigliere comunale, esiste il rischio che parte del patrimonio sia intestata a familiari, terzi o prestanome e quindi non compaia nelle dichiarazioni ufficiali. Lo scambio automatico di informazioni finanziarie permette controlli sui conti bancari, ma non offre lo stesso livello di trasparenza sulle proprietà immobiliari.
 


 

Wicht chiede quindi quanti beneficiari di AFI e API residenti a Lugano siano titolari di permesso B o C, con dati separati per il 2023, 2024, 2025 e la prima metà del 2026. Vuole inoltre sapere quali controlli siano effettuati sulle domande Laps e se Comune o Cantone collaborino con autorità estere per accertare l’esistenza di immobili o altri beni.
 

L’interrogazione domanda anche quali strumenti giuridici e amministrativi possano essere attivati in caso di sospette omissioni o false dichiarazioni. Sul tavolo c’è pure il numero delle prestazioni revocate e delle somme richieste in restituzione negli ultimi tre anni a titolari di permesso B e C.
 

Infine, Wicht vuole sapere se per il 2026-2027 siano previsti nuovi accordi, procedure digitali o altri sistemi capaci di rendere più efficaci le verifiche patrimoniali transfrontaliere. Il nodo è semplice: gli aiuti pubblici devono andare a chi rispetta davvero i requisiti, non a chi riesce a nascondere beni oltre confine.
 

Fonte: Ticinonline; interrogazione di Omar Wicht

Guarda anche 

Cinque anni senza Marco Borradori: il suo “GPS” guida ancora Lugano e la Lega

Sono passati cinque anni dalla scomparsa di Marco Borradori. Era l’11 agosto 2021 quando l’allora sindaco di Lugano morì improvvisamente. Consiglier...
11.08.2026
Ticino

Parco Ciani trasformato in dormitorio? La Lega incalza il Municipio

Il Parco Ciani finisce al centro di un’interrogazione della Lega Lugano dopo le segnalazioni di cittadini sulla presenza, nelle ore notturne, di persone che dorm...
08.08.2026
Ticino

Dopo il caso Roveredo, il Moesano copia la misura leghista: casellario obbligatorio per i nuovi permessi

Per anni il Ticino è stato tra i pochi Cantoni a pretendere controlli più severi prima di concedere un permesso di dimora. Ora anche il Moesano segue que...
04.08.2026
Ticino

Lombardi resta nel Cda di AIL: l’UDC accusa il Municipio di ignorare lo statuto

Il Municipio di Lugano ha deciso di mantenere Filippo Lombardi nel Consiglio di amministrazione di AIL SA nonostante il raggiungimento del limite d’età pr...
28.07.2026
Ticino

Informativa sulla Privacy

Utilizziamo i cookie perché il sito funzioni correttamente e per fornirti continuamente la migliore esperienza di navigazione possibile, nonché per eseguire analisi sull'utilizzo del nostro sito web.

Ti invitiamo a leggere la nostra Informativa sulla privacy .

Cliccando su - Accetto - confermi che sei d'accordo con la nostra Informativa sulla privacy e sull'utilizzo di cookies nel sito.

Accetto
Rifiuto