È una questione di serietà. Michele Guerra, deputato in Gran Consiglio per la Lega dei Ticinesi, prende posizione senza mezzi termini sul dibattito legato all’applicazione del voto popolare in materia di premi di cassa malati.
Secondo Guerra, non è accettabile parlare di nuovi aggravi fiscali mentre la spesa pubblica continua a crescere. Il Preventivo 2026, ricorda, indica chiaramente un aumento di 106 milioni di franchi in dodici mesi, a cui si aggiunge un disavanzo annuo di 25 milioni nel settore dell’asilo, dopo oltre 100 milioni già spesi.
“Con questo andazzo i soldi non bastano mai”, osserva il deputato, denunciando quella che definisce la “solita vecchia ricetta”: aumentare le imposte. Una strada che la Lega respinge. “Troppo facile non fare i compiti e poi mettere le mani nelle tasche dei cittadini”, è il senso della critica.
La linea proposta è un’altra: intervenire sulla spesa. “Prima si taglia l’eccesso, non l’ossigeno”, sottolinea Guerra, ribadendo che il margine per agire esiste già all’interno dell’attuale budget cantonale.
In questo contesto, il deputato rilancia anche l’iniziativa “Stop all’aumento dei dipendenti pubblici”, chiedendo che venga portata rapidamente al voto. L’obiettivo dichiarato è ridimensionare la macchina statale senza misure traumatiche. “Si può fare in modo indolore, senza neanche un licenziamento”, afferma.
La proposta è quella già avanzata da anni: la non sostituzione dei dipendenti che lasciano il servizio. Un approccio da applicare “con intelligenza, con misura, con buon senso”, riducendo automatismi, sprechi ed eccessi.
Il messaggio politico è diretto: il popolo non vuole nuove tasse, ma misure concrete. “Tradotto: i soldi vanno trovati dentro l’attuale budget”, conclude Guerra. E la priorità, per la Lega, resta chiara: prima si mette ordine a Bellinzona, poi si discute del resto.





