Svizzera, 17 giugno 2026

Estremisti islamici monitorati dal SIC: perché sono ancora in Svizzera?

Quadri interpella il Consiglio federale: 44 persone radicalizzate sotto osservazione, alcune con statuto di rifugiato. La Lega chiede dati, misure e spiegazioni.

Secondo quanto emerso da dichiarazioni rilasciate al Blick dal portavoce del Servizio delle attività informative della Confederazione, oggi in Svizzera vi sarebbero 44 persone islamiche radicalizzate e ritenute pericolose sotto monitoraggio da parte delle autorità federali. Un dato che solleva interrogativi pesanti sulla sicurezza interna e sulla gestione di persone considerate a rischio.
 

Il tema è ora al centro di un’interpellanza al Consiglio federale presentata dal Consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi Lorenzo Quadri. Il punto politico è chiaro: se queste persone sono ritenute abbastanza pericolose da essere sorvegliate dal SIC, bisogna capire perché si trovino ancora sul territorio svizzero, quale statuto giuridico abbiano e quali misure siano state adottate nei loro confronti.


Secondo quanto precisato dal Consiglio federale durante l’ora delle domande in Consiglio nazionale, un numero “molto ridotto”, inferiore a dieci persone, beneficerebbe dello statuto di rifugiato. Ma, osserva Quadri, anche questa cifra non può essere minimizzata: dieci persone su 44 rappresentano comunque una quota significativa del totale delle persone monitorate. E, soprattutto, in materia di terrorismo e radicalizzazione anche un solo individuo può provocare conseguenze gravissime.
 


 

L’interpellanza chiede quindi al Consiglio federale di fornire dati concreti: quante delle 44 persone monitorate siano cittadini svizzeri e quante siano cittadini stranieri; quale sia la nazionalità degli stranieri interessati; quante beneficino dello statuto di rifugiato, dell’ammissione provvisoria o di altri titoli di soggiorno.
 

Quadri chiede inoltre perché le persone radicalizzate straniere, in particolare quelle provenienti dal settore dell’asilo, non vengano allontanate dalla Svizzera. Una domanda diretta, che tocca uno dei punti più delicati della politica migratoria e di sicurezza: il rapporto tra protezione, diritto di soggiorno e tutela effettiva dei cittadini.
 

L’interpellanza vuole fare chiarezza anche sulle misure restrittive già adottate in base alla legislazione antiterrorismo e sul tema delle naturalizzazioni. Tra i cittadini svizzeri monitorati, Quadri domanda quanti abbiano acquisito la cittadinanza per naturalizzazione e quanti siano titolari di più cittadinanze. Infine, chiede in quanti casi sia stata valutata la possibilità di revocare una naturalizzazione ottenuta da persone successivamente coinvolte in attività estremiste o terroristiche.
 

Il dossier è politicamente esplosivo. La Svizzera non può permettersi zone grigie quando si parla di estremismo islamico e sicurezza interna. Se 44 persone sono monitorate perché ritenute pericolose, il Consiglio federale deve spiegare chi sono, con quale statuto vivono nel Paese e perché, nei casi di cittadini stranieri, non siano già state allontanate.

Fonte: Interpellanza al Consiglio federale di Lorenzo Quadri, Consigliere nazionale Lega dei Ticinesi

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