Il Ministero pubblico del Vallese ha respinto la richiesta dell'Italia di costituirsi parte civile nel procedimento penale relativo all'incendio di Crans-Montana dello scorso capodanno. Il governo italiano aveva fatto questa richiesta a causa di un presunto “danno diretto” causato al suo patrimonio.
Le informazioni riferite giovedì dall'agenzia italiana Ansa sono state confermate a Keystone-ATS dalla procura vallesana. Nell'incendio al bar Constellation sono morti sei giovani italiani e altri quattordici sono rimasti feriti. Secondo fonti del Ministero degli Affari Esteri italiano è stato annunciato un ricorso contro la decisione della Procura vallesana.
Secondo l'Ansa, che cita informazioni contenute nel fascicolo dell'indagine, «né la nazionalità italiana di alcune vittime, né le spese sostenute dalla Repubblica italiana per soccorrere i propri connazionali vittime dei fatti contestati, sono tali da conferire la qualifica di parte lesa».
La richiesta era stata presentata a fine aprile "dalla presidenza del Consiglio dei ministri, tramite la Procura generale dello Stato, che ha dato mandato a uno studio legale svizzero", si legge in un comunicato di Palazzo Chigi diffuso dall'Ansa. Per “danno diretto” l’Italia si riferiva alle “considerevoli” risorse mobilitate dal Servizio Nazionale della Protezione Civile per l’assistenza medica, psicologica e logistica ai connazionali interessati.
È ancora pendente un'altra richiesta di costituzione di parte civile in questo procedimento. Proviene dalla Regione Lombardia che chiede l'accesso al fascicolo e potenzialmente la partecipazione diretta al procedimento penale. L’obiettivo è valutare al meglio le misure necessarie a tutelare i propri interessi istituzionali e finanziari. Da gennaio undici pazienti sono stati trasferiti all'ospedale Niguardia di Milano, specializzato nella cura delle ustioni gravi, dove sono stati curati, in particolare, tre adolescenti svizzeri.







