L’Italia non ha ancora ripreso in carico alcun richiedente asilo trasferito dalla Svizzera in base al regolamento di Dublino. Eppure, alla fine di agosto, il Consiglio federale aveva annunciato di recente la ripresa dei trasferimenti di richiedenti asilo verso l’Italia nell’ambito dell’accordo di Dublino. Finora, tuttavia, l’Italia non ha preso in carico alcun caso rientrante in tale accordo, ha dichiarato il ministro della Giustizia Beat Jans.
«La situazione con l’Italia rimane difficile per quanto riguarda i trasferimenti Dublino», ha affermato venerdì il ministro davanti alla stampa. Sebbene l’Italia abbia promesso di farsi carico dei casi previsti dal regolamento di Dublino, ciò non è ancora avvenuto; in questo modo, il Paese viola le regole comuni europee.
«Disponiamo comunque di un accordo bilaterale di riammissione con l’Italia. Possiamo rimandare indietro le persone entrate illegalmente provenendo dall’Italia: 15 al giorno. L’Italia rispetta questo accordo», ha proseguito Beat Jans. Anche il Segretario di Stato per la migrazione, Vincenzo Mascioli, ha definito venerdì la situazione «insoddisfacente». Egli si aspetta che l’Italia riprenda le riammissioni nel quadro del nuovo patto europeo. A ottobre, inoltre, l’UE pubblicherà un primo rapporto intermedio che affronterà anche la questione della cooperazione tra gli Stati.
La Confederazione aveva annunciato la ripresa dei trasferimenti verso l’Italia a metà agosto e inizialmente si sarebbe dovuto trattare di casi singoli. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) partiva dal presupposto che l’Italia avrebbe «collaborato», aveva dichiarato un portavoce della SEM.
Nel dicembre 2022, poco dopo l’insediamento della premier Giorgia Meloni, l’Italia aveva sospeso tutti i trasferimenti di richiedenti asilo. Giorgia Meloni ha recentemente difeso la sua politica migratoria, nonostante il crescente numero di paesi europei intenzionati a rimandare in Italia i cosiddetti migranti "secondari".
Il nuovo patto europeo su asilo e migrazione rappresenta una "svolta positiva" per il suo Paese, aveva scritto sui social la premier italiana, sottolineando che l'Italia potrebbe addirittura trarre vantaggio dalle norme entrate in vigore a giugno.
Oltre alla Svizzera, anche Germania, Austria, Finlandia, Svezia e Paesi Bassi intendono rimandare in Italia i richiedenti asilo entrati nell'UE attraverso il Paese prima di proseguire il viaggio verso i rispettivi territori. Tale iniziativa rientra nel quadro del regolamento di Dublino, in base al quale ogni migrante è tenuto a presentare domanda di asilo nel primo Paese dell'UE in cui ha fatto ingresso.











