Ticino, 16 settembre 2026

«Marciare divisi, ma colpire uniti»: Blocher frena sulla casa comune LEGA - UDC

L’ex consigliere federale invita le due forze politiche a collaborare, senza considerare indispensabile una fusione. Piccaluga: identità e autonomia della Lega non si toccano.

Il dibattito sulla possibile «casa comune» tra Lega dei Ticinesi e UDC arriva fino a Christoph Blocher. Interpellato dal Corriere del Ticino, l’ex consigliere federale invita le due forze a collaborare, ma non ritiene indispensabile una fusione.
 

«In politica è necessario che le forze più vicine tra loro trovino il modo di collaborare. Lega e UDC restano però due partiti distinti, con posizioni che possono differire su alcune questioni: bisogna quindi capire su quali temi sia opportuno lavorare insieme», afferma Blocher.
 

La sua formula è netta: «Marciare divisi, ma colpire uniti». Una linea che punta dunque sulla collaborazione concreta, lasciando però a ciascun movimento la propria identità e la propria autonomia.

Il tema era stato rilanciato da Marco Chiesa, secondo il quale occorre superare il «giorno della marmotta» delle trattative che si ripetono alla vigilia di ogni elezione. Il coordinatore della Lega, Daniele Piccaluga, aveva però posto paletti precisi: tutelare «l’identità e l’autonomia della Lega, in un rapporto di pari dignità» e mantenere in Ticino il baricentro del movimento.
 

Blocher osserva inoltre che «la Lega si trova su basi un po’ più fragili, perché le figure che la guidavano non ci sono più». Secondo l’ex consigliere federale, qualora si decidesse di compiere un passo ulteriore, l’UDC «dovrà esaminare attentamente la questione».
 

Sulle tensioni emerse attorno alle dichiarazioni di Chiesa, Blocher evita invece di schierarsi: «Tra partiti e personalità politiche sorgono sempre delle tensioni. Sarebbe opportuno sedersi a un tavolo e risolvere tra di loro la questione».

 

Fonte: Corriere del Ticino

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