La disoccupazione registrata cresce, mentre in Ticino lavorano ancora quasi 80 mila frontalieri. La deputata della Lega Raffaella Zucchetti chiede al Consiglio di Stato di chiarire se le candidature dei residenti vengano realmente considerate dalle aziende e se i controlli sulle assunzioni e sul dumping salariale siano sufficienti.
Secondo i dati della Segreteria di Stato dell’economia pubblicati il 7 settembre, nell’agosto 2026 il tasso di disoccupazione registrata in Ticino ha raggiunto il 2,9%, aumentando di 0,3 punti percentuali rispetto a un anno prima. I dati dell’Organizzazione internazionale del lavoro restituiscono inoltre un quadro ancora più pesante.
Nel secondo trimestre del 2026, stando all’Ufficio federale di statistica, i frontalieri erano 79’121: lo 0,6% in più rispetto al trimestre precedente, sebbene lo 0,6% in meno su base annua.
«La priorità politica della Lega dei Ticinesi è che i residenti trovino un lavoro adeguato alla loro formazione e remunerato correttamente», si legge nell’interrogazione. Per Zucchetti occorre verificare quanti candidati residenti siano stati proposti dagli Uffici regionali di collocamento, quanti abbiano ottenuto un colloquio e quanti siano stati effettivamente assunti.
L’atto parlamentare domanda dati dettagliati per settore relativi al 2025 e ai primi otto mesi del 2026, con una distinzione tra giovani fino a 29 anni e persone con almeno 50 anni. Il Governo dovrà anche spiegare se, per i posti poi affidati a frontalieri, fossero disponibili residenti con qualifiche adeguate e per quali ragioni non siano stati scelti.
Un altro capitolo riguarda l’obbligo di annunciare i posti vacanti. La deputata chiede quanti controlli siano stati svolti, quali infrazioni e sanzioni siano state registrate e come vengano individuati annunci tardivi, omissioni o tentativi di elusione, anche attraverso le agenzie di collocamento.
Sotto esame anche il rispetto dei salari minimi, dei contratti normali di lavoro e dei contratti collettivi dichiarati di obbligatorietà generale. L’interrogazione vuole conoscere il numero delle violazioni accertate, gli arretrati recuperati e le imprese tornate inadempienti dopo un primo controllo.
Particolare attenzione viene riservata alle aziende sostenute con contributi cantonali. Per la Lega, chi riceve denaro pubblico deve dimostrare risultati concreti nell’assunzione di residenti e nella collaborazione con gli Uffici regionali di collocamento. Il Governo è quindi invitato a indicare eventuali sospensioni degli aiuti o restituzioni imposte alle imprese che non hanno rispettato le condizioni salariali.
Infine, Zucchetti domanda obiettivi misurabili per il reinserimento dei residenti nel 2027 e un rendiconto che permetta al Parlamento di verificare assunzioni, infrazioni sanzionate e costo di ogni reinserimento duraturo. Il vantaggio garantito dall’annuncio anticipato dei posti vacanti, sostiene la deputata, deve tradursi in opportunità concrete, non restare una formalità burocratica.











