L'installazione dei nuovi impianti semaforici sulla tratta tra Cadenazzo e Quartino rappresenta l'ennesimo capitolo di uno scontro profondo tra le istituzioni e i cittadini. A distanza di tempo dalla netta bocciatura alle urne di un precedente progetto di semaforizzazione, oggi ci ritroviamo a fare i conti con una realtà imposta dall'alto. L'attivazione di questi semafori da parte dell'Ufficio federale delle strade, USTRE, non è solo un cambio nella gestione del traffico, ma un segnale chiaro di come il parere espresso dalla popolazione possa essere facilmente accantonato.
Chi vive e attraversa quotidianamente questa zona si trova di fronte ad una forzatura intollerabile. Le rassicurazioni tecniche sulla fluidità del traffico non cancellano la percezione di un affronto diretto alla democrazia.
Ignorare un voto popolare significa svuotare di significato l'esercizio democratico, alimentando quel crescente senso di sfiducia verso un apparato burocratico che predilige soluzioni calate dall'alto piuttosto che l'ascolto del territorio.
In definitiva, questa vicenda solleva un interrogativo inquietante sulla gestione della cosa pubblica. Quando le decisioni vengono giustificate esclusivamente con argomentazioni puramente tecniche e formali, il confine fra necessità infrastrutturale e mancanza di rispetto per la volontà dei cittadini si fa sottile. La domanda che resta è se la trasparenza e la partecipazione democratica abbiano ancora un peso effettivo nelle scelte che plasmano il nostro vivere comune.
Lettera firmata










