L'autorità federale incaricata di esaminare i reclami sui contenuti di radio e televisione ha stabilito venerdì che il commento di un giornalista su un atleta israeliano di bob, in occasione degli ultimi Giochi Olimpici invernali, ha violato il divieto di discriminazione.
Il 16 febbraio scorso, la televisione pubblica romanda (RTS) aveva trasmesso in diretta la seconda manche della gara di bob a due maschile, nell'ambito dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina. Il commento del giornalista, durato quasi due minuti, invece di commentare l'andamento della gara si era concentrato sulle posizioni espresse dall'atleta israeliano Adam Edelman in merito alla guerra a Gaza.
In particolare, il giornalista ha affermato che Edelman «si definisce sionista fino al midollo, è favorevole al genocidio a Gaza e considera l'intervento militare israeliano nella Striscia come la guerra moralmente più giusta della storia», ha riferito in un comunicato l'Autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva (AIRR).
Il commentatore si è poi «interrogato sull'opportunità della presenza dell'atleta israeliano ai Giochi Olimpici», limitandosi a «comunicare il risultato della prestazione solo al termine della gara», ha aggiunto l'AIRR.
I denuncianti, i cui nomi non sono stati resi noti, hanno sostenuto, tra le altre cose, che fosse stato violato il divieto di discriminazione e nel corso delle proprie deliberazioni, i membri dell'AIRR sono giunti alla conclusione che «il commento, verosimilmente preparato in anticipo, suggerendo che l'atleta israeliano dovesse essere escluso dai Giochi Olimpici a causa delle sue opinioni politiche, ha veicolato un messaggio stigmatizzante, e dunque discriminatorio, nei suoi confronti, rispetto agli altri 25 atleti in gara quel giorno». I membri dell’AIRR «hanno ritenuto che il commentatore sportivo avesse attuato una disparità di trattamento nei confronti dell’atleta israeliano rispetto agli altri concorrenti, violando così il divieto di discriminazione».









