L'emittente radiotelevisiva svizzerotedesca SRF avvierà un'indagine sulla gestione passata del caso di un suo ex collaboratore, condannato per atti sessuali su minori. L'ex giornalista sportivo, oggi deceduto, nel 1971 era stato condannato a una pena detentiva con la condizionale, ma è rimasto all'interno dell'azienda fino al 2011.
La SRF è venuta a conoscenza di tale condanna solo poche settimane fa, si legge in un comunicato diffuso lunedì, in risposta alle rivelazioni del quotidiano svizzero-tedesco «Tages-Anzeiger». L'ex commentatore sportivo Hans Jucker ha lavorato per la SRF dal 1965 al 2011, anno in cui è deceduto poco dopo il suo pensionamento.
Nel 1971, il giornalista era stato condannato a una pena detentiva con la condizionale per atti sessuali su minori. La SRF condanna «senza equivoci tali crimini, debitamente documentati, commessi dal suo ex dipendente, oggi deceduto».
L'azienda intende analizzare a fondo le informazioni disponibili e il modo in cui, all'epoca, ha gestito la vicenda in qualità di datore di lavoro e prevede di chiedere un'indagine esterna sulla gestione passata del caso. Le conclusioni serviranno, se necessario, a rafforzare le misure già esistenti.
«Le notizie riguardanti la condanna del passato e le rivelazioni sui reati commessi ci sconvolgono e ci addolorano profondamente», dichiara Roger Elsener, direttore della SRF, citato nel comunicato, che allo stesso tempo esprime inoltre la propria vicinanza alle vittime e ai loro familiari.
L'azienda sottolinea che Jucker è stato riconosciuto colpevole di reati commessi al di fuori della sua attività lavorativa presso la SRF. Secondo il «Tages-Anzeiger», i fatti contestati risalgono al periodo tra il 1969 e il 1971 e coinvolgono quattro giovani e un minore di età inferiore ai 16 anni. L'ex reporter avrebbe avuto accesso ai ragazzi in un istituto in cui suo padre lavorava come cuoco.
La SRF ha annunciato che non pubblicherà più video in cui il giornalista condannato appare nel ruolo di commentatore e i filmati già pubblicati sono stati rimossi dalle sue piattaforme e dai suoi canali su piattaforme di terze parti. Altri contenuti rimarranno accessibili, in particolare negli archivi.









