Giovedì all'alba, un vasto incendio ha svegliato il quartiere di Allmendingen, alla periferia di Thun, nel canton Berna. A finire in fiamme sono stati i locali del produttore di armi B&T. In un comunicato stampa, la polizia cantonale ha ipotizzato una possibile matrice dolosa per l'evento, che non ha causato feriti.
Se il nome B&T non vi dice nulla, è invece ben noto in certi ambienti di estrema sinistra in quanto l'azienda produce i lanciatori di proiettili di difesa utilizzati dalle forze dell'ordine francesi.
Venerdì, il Ministero pubblico bernese ha reso noto di privilegiare l'ipotesi di un atto doloso. È stata aperta un'inchiesta ed è stato lanciato un appello a eventuali testimoni.
L'incendio di Thun è poi stato rivendicato lo stesso giorno da un collettivo anonimo, tramite un video inviato, tra gli altri, al gruppo ecologista "Les Soulèvements de la Terre", come riporta "Le Parisien". Il filmato sarebbe circolato anche all'interno di ambienti di estrema sinistra.
"Per le persone ferite e mutilate e contro l'impunità della polizia: questa azione dimostra che, se la rivolta in corso è europea, lo è anche la solidarietà", si legge nel messaggio che accompagna il video.
Intervistato dal "SonntagsBlick" il titolare dell'azienda, Karl Brügger, ha preferito non avanzare ulteriori ipotesi sull'identità degli autori dell'incendio. Ha tuttavia precisato che non si lascerà intimidire: "Fortunatamente siamo assicurati. La nostra sopravvivenza non è a rischio". I danni sono stimati tra i 12 e i 20 milioni di franchi.









