Opinioni, 28 novembre 2018

Elia Ambrosini - Si a un diritto liberale sulle armi

L’Unione Europea vuole imporre un diritto severo sulla detenzione di armi anche alla Svizzera. Questa legge, nata in seguito agli attentati terroristici avvenuti negli ultimi anni, non servirà ad evitare simili barbarie poiché le armi utilizzate non sono state acquistate legalmente. Secondariamente le ultime stragi effettuate dai terroristi non sono state effettuate tramite armi ma con camion o furgoni.

La Svizzera è il paese più armato in Europa ma anche quello con il minor tasso di omicidi ogni 100'000 abitanti, dagli ultimi dati sono circa lo 0.5%. Il Sud Africa ad esempio ha una legge decisamente più restrittiva per l’acquisto di armi rispetto alla Confederazione. Per acquistare armi in Sud Africa occorre essere iscritti a una socità di tiro o essere dei cacciatori, viene analizzata la fedina penale e va superato un esame pratico e scritto e molto altro. In questo paese però gli omicidi nel 2013
erano 31.9 ogni 100'000 abitanti: questo perché i criminali o acquistano armi illegalmente oppure utilizzano altri mezzi come ad esempio le armi da taglio.

Una volta che in Europa si accorgeranno che con questa legge la situazione non cambierà più di quel tanto, decideranno di rendere illegali pure i coltelli da cucina? La quantità degli omicidi non dipende dalla facilità ad acquistare armi da fuoco ma da fattori culturali, socioeconomici e istituzionali. Il numero di crimini dipende dal tasso di persone violente. In società pacifiche queste restrizioni non portano a nulla e in quelle violente non hanno alcun effetto.

Non dobbiamo continuare a farci sottomettere da parte dell’Unione Europea con delle leggi che non vanno a proteggere la popolazione ma solo a ledere i diritti individuali.

Elia Ambrosini
Movimento Giovani Leghisti Bellinzonese e Valli

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