Sport, 06 settembre 2019

Fazzini tra passato e presente: “Lo scorso anno un incubo. Con Kapanen si cambia, dateci tempo”

L’attaccante bianconero è tornato a parlare del suo difficile rapporto con l’ex head coach, gettando uno sguardo interessante sulla stagione del Lugano che sta per partire

LUGANO – Una stagione, la scorsa, in sordina e da dimenticare. Un nuovo sistema di gioco che potrebbe lanciarlo e ridargli non solo la gioia di giocare e di essere determinante, ma anche il lustro che merita. Insomma, la stagione che sta per iniziare rappresenta molto per Luca Fazzini che con Greg Ireland ha vissuto un ultimo anno davvero complicato. “Ora sto bene, mi sento molto carico – ha esordito il numero 17 bianconero – Ho vissuto un’estate intensa con la preparazione, con il servizio militare a Macolin con Hofmann e tutti gli sportivi d’élite, prima di un decina di giorni di vacanza”.

La preparazione estiva è sempre stata un tuo tallone d’Achille quando eri ragazzino…
La maggior parte dei giocatori capiscono quanto sia importante la preparazione con qualche anno di anticipo rispetto a me. È vero, quando ero giovane l’affrontavo in modo diverso, non avevo la testa giusta. Ma ora negli ultimi 2-3 mi sto allenando bene anche per migliorare la velocità e quest’anno ho fatto un ulteriore passo in questa direzione.

L’ultimo anno vissuto con Ireland hai vissuto una stagione travagliata, difficile a livello personale. L’arrivo di Kapanen ti potrà permettere di mostrare il tuo vero valore…
Questo è un motivo in più per dimostrare che sono e posso essere un giocatore da prime 2 linee. La scorsa è stata un’annata travagliata, da incubo. Non ero neanche me
stesso, sono entrato in un vortice negativo, facendo anche fatica a relazionarmi col vecchio allenatore. Ma questo è il passato, ci avviciniamo a una nuova stagione e cercherò di tirar fuori la cattiveria che ho accumulato negli ultimi 12 mesi, mettendola sul ghiaccio dimostrando soprattutto a me stesso che il ruolo dell’anno scorso non mi rappresenta.

Dal passato si impara, ma bisogna metterlo da parte. Questo sarà un anno importante per il Lugano, un anno di transizione e di cambiamenti: quanto cambia il gioco richiesto da Kapanen rispetto a prima?
Cambia praticamente tutto. Anche per questo non sono arrivati subito i risultati in prestagione, a parte contro i Rockets e il Barys Astana, così come il gioco che spesso è stato brutto. Lo sappiamo e lo dobbiamo ammettere. Ma questo cambio di attitudine e di mentalità, col fatto di attaccare in 5, di pressare alti, con i difensori che devono essere bassi richiede tempo, è inevitabile.

Un cambio importante che comporta degli squilibri in questo momento. Siete preoccupati o restate sereni?
Penso sia una cosa naturale, noi per anni aspettavamo l’avversario per ripartire in contropiede. Ora è tutto diverso e stiamo cambiando tutto in 3-4 mesi: siamo sereni anche perché questi problemi è normale incontrarli ora per essere pronti al 13 settembre, anche se probabilmente qualche errore all’inizio ci sarà, ma l’intenzione è quella di partire forti.

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